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40° ANNIVERSARIO DEL
SESSANTOTTO.
Il '68 non è solo l'anno delle rivolte studentesche, che, dagli
Stati Uniti, dilagano in Europa, in Francia, in Germania, in Italia,
altrove; ma è anche quello del terremoto del Belice; dell'offensiva
del tet in Vietnam; degli assassini in America di Martin Luther King
e di Bob Kennedy; della Primavera di Praga e dell'invasione della
Cecoslovacchia condotta dal Patto di Varsavia; della vittoria
dell'Italia di Riva e di Anastasi agli Europei di calcio;
dell'enciclica Humanae Vitae di papa Paolo VI; della strage della
Piazza delle tre culture e dei pugni chiusi guantati di nero dei
velocisti di colore Usa alle Olimpiadi del Messico; dell'elezione di
Richard Nixon alla presidenza degli USA; dei braccianti
uccisi ad Avola. Il '68 è questo e moltissimi altri eventi che hanno
comunque segnato la vita di tutti noi, chi c'era già e chi sarebbe
arrivato solo dopo, in un mondo profondamente cambiato. Non a caso,
come il Quarantotto del XIX Secolo, il 68 è l'unico anno
del XX Secolo a essere divenuto un nome proprio.
Aumenti illegittimi sulle
autostrade siciliane
L’Associazione Consumatori Siciliani ha diffidato il Consorzio
Autostrade Siciliane per aver aumentato i pedaggi sull’autostrada
Me-Pa e Me-Ct, visto che il decreto interministeriale firmato dai
Ministri Di Pietro e Padoa Schioppa il 28 dicembre 2007 aveva
bloccato l’aumento dello 0,76 chiesto dal CAS.
RAI: PEDRINI, ABOLIRE
IL CANONE
“Lo
dico da tanto tempo che il canone Rai va abolito perche’ e’ una
tassa ingiusta” dichiara Egidio Pedrini segretario della Comm.
Comunicazioni delle Camera e membro della Comm. Vigilanza
Rai che prosegue “Mi rincuora la proposta del sito di La Repubblica
che ha raccolto più di 38000 firme contro il canone Rai sui
computer, ma vorrei che il medesimo sito proponesse un sondaggio per
l’abolizione totale del canone Rai. Questa tassa per Pedrini è
sbagliata, estenderla ad ogni tecnologia audiovisiva significherebbe
porre ostacoli al sapere dei nostri giovani”.
Se un Politico non mantiene le
promesse non e' reato dirgli buffone
Non si tratta, infatti, di critiche alla persona ma al
suo operato politico-amministrativo. La Cassazione ha annullato cosi' con rinvio una sentenza di condanna per ingiuria, del
tribunale di Poggio Mirteto, per un cittadino che durante
un'assemblea pubblica, aveva interrotto il discorso del sindaco
chiamandolo 'ridicolo e buffone'. Nella
sentenza hanno sottolineato l'esigenza di porre dei limiti
alla 'continenza verbale' che un cittadino deve mantenere per non
offendere una persona e compiere reato.
BENECOMUNE
portale dell’opinionecristiana“Il
Bene Comune non consiste nella semplice somma dei beni particolari
di ciascun soggetto del corpo sociale. Essendo di tutti e di
ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto
insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in
vista del futuro”. E' attivo il sito
www.benecomune.net per contribuire a riportare
l’oggetto del dibattito sociale e politico del nostro
Paese sui contenuti veri, quelli che hanno a cuore il
futuro del nostro vivere insieme; "benecomune" sarà un
luogo di dibattito, di discussione e di approfondimento
dove l’attenzione al Bene Comune dovrà essere un modo di
osservare la realtà, di interpretarla e di viverla. La
redazione è coordinata da Leonardo Becchetti, Professore
di Economia Politica presso la Facoltà di
Economia a “Tor Vergata”.
L’ENFAP CONTRO LA DISPERSIONE SCOLASTICA CORSO
DI WEB GRAFICA.
L’Enfap Sicilia organizza in collaborazione
con il liceo “E. Medi” di Barcellona un
corso di web grafica per giovani in età
compresa tra i 15 e i 18 anni. Obiettivo del
percorso formativo arginare il fenomeno
della dispersione scolastica ancora dilangante. Il corso
triennale oltre a consentire l’assolvimento
dell’obbligo scolastico garantisce
all’allievo il rilascio di una qualifica
professionale spendibile nel mondo del
lavoro e l’accesso al 4° anno di
qualsiasi istituto superiore. Gli
interessati potranno rivolgersi alla
direzione dell’Enfap di Messina, in via
Croce Rossa, 51, tel. 0906510978, o alla Uil
Scuola, v.Le San Martino, 146, tel.
09 0692771, martedì, giovedì e
venerdì dalle 17 alle 19.
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Figaro,
il talk show ideato dalla redazione di
mondonuovo
realizzato dalla Dino srl
di Messina, condotto da
Giovanni Frazzica con la regia
di Francesco Salvo,
è trasmesso da Onda Tv
su canale 30.
“OBIETTIVO PONTE” SCRIVE ALL’ON. MISITI
Diamo
atto, alla S.V. ed all’on. Di Pietro di aver impedito la
soppressione della Società Stretto di Messina, nonostante
l’ingiustificata furia iconoclasta di Prodi e dei suoi sodali.
Poiché l’allora ministro Di Pietro, per risolvere il contenzioso
con l’ATI, rappresentata dall’Impregilo, aveva ipotizzato di
avviare subito, come stralcio, i lavori per la costruzione della
Tangenziale Nord Annunziata-Faro, opera peraltro prevista
nell’appalto generale, Le scriviamo per sapere se le somme
ex-Fintecna, trasferite al ministero dell’Economia e delle
Finanze, sono state già impegnate per realizzare altre opere,
nonostante la vigenza del contratto per la realizzazione del
Ponte o, se si sia trattato solo di un operazione portata avanti
per congelare l’iter contrattuale. E’ del tutto evidente, per
Messina, la necessità di vedere realizzata la suddetta
angenziale, in maniera autonoma ed ancor prima della costruzione
del manufatto di attraversamento. In attesa di un Suo cortese
cenno di riscontro Le invio cordiali saluti. IL COORDINAMENTO
Ing. Edoardo Milio - Dott. Giuseppe Pracanica – ing. Filippo Rizzo
L'Assemblea regionale siciliana
è così composta:
PDL (34 DEPUTATI) Nino Bosco, Michele Cimino, Luigi Gentile, Raimondo
Torregrossa, Edoardo Leanza, Innocenzo Leontini, Carmelo
Incardona, Giambattista Bufardeci, Vincenzo Vinciulo, Giulia
Adamo, Livio Marrocco, Antonino Scilla, Salvo Pogliese, Antonino
D'Asero, Pippo Li Moli, Fabio Mancuso, Giovanni Cristaudo,
Guglielmo Scammacca, Pippo Nicotra, Marco Falcone, Santi
Formica, Giuseppe Buzzanca, Nino Beninati, Roberto Corona,
Carmelo Currenti, Francesco Cascio, Francesco Scoma, Ignazio
Marinese, Salvino Caputo, Alessandro Aricò, Francesco Mineo,
Francesco Musotto, Giovanni Greco e Alberto Campagna.
MPA (16 DEPUTATI) Raffaele Lombardo (presidente della Regione), Roberto
Giovanni Di Mauro, Pino Federico, Paolo Colianni, Riccardo
Minardo, Giuseppe Gennuso, Paolo Ruggirello, Lino Leanza, Angelo
Lombardo, Nicola D'Agostino, Marco Forzese, Giuseppe Arena,
Cateno De Luca, Fortunato Romano, Annamaria Caronia e Salvatore
Lentini.
UDC
(11 DEPUTATI) Salvatore Cascio, Rudy Maira, Orazio Ragusa, Giuseppe Gianni,
Giovanni Ardizzone, Nino Dina, Antonello Antinoro, Toto Cordaro,
Riccardo Savona, Giuseppe Lo Giudice e Fausto Fagone.
PD
(29 DEPUTATI) Anna Finocchiaro, Giovanni Panepinto, Giacomo Di Benedetto,
Lillo Speziale, Giuseppe Di Giacomo, Bruno Marziano, Roberto De
Benedictis, Filippo Panarello, Giuseppe Laccoto, Franco Rinaldi,
Gaspare Vitrano, Giuseppe Lupo, Davide Faraone, Antonello
Cracolici, Pino Apprendi, Camillo Oddo, Baldassare Gucciardi,
Giovanni Barbagallo, Concetta Raia, Cataldo Florenza, Michele
Galvagno, Vincenzo Marinello, Miguel Donato Donegani, Antonino
Di Guardo, Salvatore Termine, Giouseppe Picciolo, Roberto
Ammatuna, Mario Bonomo e Massimo Ferrara.
Ecco i
37 sottosegretari:Presidenza
del Consiglio
- Maurizio BALOCCHI (Semplificazione )
- Paolo BONAIUTI (Editoria)
- Michela Vittoria BRAMBILLA (Turismo)
- Aldo BRANCHER (Federalismo)
- Rocco CRIMI (Sport)
- Carlo Amedeo GIOVANARDI (Famiglia)
- Gianfranco MICCICHE' (CIPE)
Affari Esteri
- Stefania Gabriella Anastasia CRAXI
- Alfredo MANTICA
- Enzo SCOTTI
Interno
- Michelino DAVICO
- Alfredo MANTOVANO
- Nitto Francesco PALMA
Giustizia
- Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI
- Giacomo CALIENDO
Difesa
- Giuseppe COSSIGA
- Guido CROSETTO
Economia e Finanze
- Luigi CASERO
- Nicola COSENTINO
- Alberto GIORGETTI
- Daniele MOLGORA
- Giuseppe VEGAS
Sviluppo economico
- Ugo MARTINAT
- Paolo ROMANI
- Adolfo URSO
Politiche agricole e forestali
- Antonio BUONFIGLIO
Ambiente e tutela del territorio e del mare
- Roberto MENIA
Infrastrutture e trasporti
- Roberto CASTELLI
- Bartolomeo GIACHINO
- Mario MANTOVANI
- Giuseppe Maria REINA
Lavoro, salute e politiche sociali
- Ferruccio FAZIO
- Francesca MARTINI
- Eugenia Maria ROCCELLA
- Pasquale VIESPOLI
Istruzione, università e ricerca
- Giuseppe PIZZA
Beni e attività culturali
Francesco Maria GIRO.

LE
MINISTRE DEL BERLUSCONI IV
L’esemplare caso dell’ex
senatore Franco Piro.
di Salvatore Parlagreco .......CONTINUA
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"Maratona città di Messina"Oggi,
dalle 9 alle 15, si svolgeranno la prima "Maratona Città di Messina" e la
gara non competitiva "Corri per la solidarietà" organizzate dalla
Polisportiva Odysseus.
Tanto tuonò che piovve!
di Marcello Scurria Il neo
senatore Beppe Lumia, dopo un lungo
silenzio, ha convocato l'Assemblea regionale
del PD Siciliano. Ormai da settimane si
registravano pressanti richieste da parte di
numerosi costituenti. Il burocratese usato
nell'avviso di convocazione, tuttavia, non
lascia ben sperare. Pur volendo sorvolare
sullo stile condominiale della programazione
dei lavori ("varie ed eventuali"), desta
forti perplessità l'inserimento al primo
punto all'o.d.g. del generico argomento
"elezioni". Quelle nazionali e regionali,
conclusesi malamente da oltre un mese,
ovvero quelle amministrative in corso? Se il
riferimento è a quelle nazionali/regionali i
tempi di reazione sono un pò lunghi. Peggio,
se si vorrà discutere in corsa delle
amministrative. In ciascun comune, piccolo o
grande, è stato applicato il principio "fai
da te". Lo strumento delle primarie, che
avrebbe dovuto essere il metodo condiviso, è
stato usato a macchia di leopardo. Ma ci
sarà mai una volta in cui si potrà discutere
serenamente, pacatamente e, soprattutto,
preventivamente? Sull'altro punto, "percorso
costituente", l'auspicio è che la lunga fase
si concluda al più presto. Ormai da troppo
tempo la "democrazia interna" è sospesa!
P.S.
Ma il dibattito ci sarà ?
Ferrando: "Rompere con il Pd e ripartire da
un Parlamento operaio"
ROMA
- La sinistra prova a ripartire dopo le
elezioni che ne hanno decretato la scomparsa
dal Parlamento e va alla ricerca di un modo
nuovo di incidere sulla politica nazionale.
L'ultima proposta l'ha lanciata dal
quotidiano "Il Manifesto" Marco Ferrando,
leader del Partito comunista dei lavoratori.
"Se la Lega Nord invento' il Parlamento
della Padania perche' il movimento operaio
non potrebbe dar vita a un proprio
Parlamento come espressione reale di
un'alternativa?", si domanda Ferrando che
conclude chiarendo le implicazioni della
proposta: "La rottura definitiva per l'oggi
e per il domani con il Pd di Veltroni e D'Alema".
(Agr)
Cedav, in autofinanziamentoLa
continuità del servizio che il Cedav ha
offerto alla città di Messina è stata
realizzata per oltre un decennio grazie a
finanziamenti regionali e nazionali, che
hanno permesso la professionalizzazione
dell’aiuto con l’innalzamento della qualità
delle prestazioni in un campo delicato quale
è quello della violenza e del maltrattamento
infra ed extra familiare.Al momento, il
Cedav non usufruisce di alcuna fonte di
finanziamento pubblico e pertanto garantisce
il servizio, seppur con qualche difficoltà,
attraverso l’utilizzo di personale
volontario e il contributo economico delle
socie.In considerazione del ruolo ormai
storico che il Cedav ha nella realtà
messinese, del riconoscimento diffuso sia a
livello di cittadinanza che delle
istituzioni, si è pensato di realizzare una
campagna di sottoscrizione volontaria al
fine di poter garantire la vita
all’associazione di continuare a vivere
offrendo i servizi di assistenza e di aiuto,
che la stessa eroga da quasi un ventennio
alle donne in difficoltà nella città di
Messina
Pertanto, chiamiamo a raccolta tutta la
città sensibile a tali problemi e che agisce
la solidarietà ritenendo fondamentale
l’esistenza del Cedav nella realtà messinese,
fornendo contributi utili allo scopo.In tale
contesto, è stata organizzata per il 18
maggio 2008 , ore 21,00, una Cena di
Solidarietà presso L’orso Cattivo , via
Calapso, 12, Messina, il cui ricavato verrà
devoluto al Cedav. La serata vedrà momenti
di Tango Argentino con ballerini
specializzati ed infine musica con piano
bar. L’ingresso costerà 25 euro, cena
inclusa. La presidente del Cedav-onlus
Carmen Curro’
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ELEZIONI, VISICARO
RESISTE E TORNA ROSARIO ANSALDO PATTI
CANDIDATO PER PRC e PdCI. Rosario
Ansaldo Patti attacca Genovese: «La proposta
del ticket di attraversamento giunge in grosso ritardo,
è staccata da un contesto complessivo e sa molto di
elettoralismo di tipo furbesco». Ansaldo Patti dice: «I
problemi del traghettamento sullo Stretto e del
pendolarismo sono stati reiteratamente esposti all'on.
Genovese quand'era sindaco, purtroppo senza risultati
concreti. Abbiamo consegnato circa 5000 firme
richiedendo attenzione sui problemi del rispetto degli
orari, delle esose tariffe che quasi in regime di
monopolio i traghetti privati applicano a veicoli e tir.
Senza entrare nel merito di possibili conflitti di
interesse, i problemi veri sono altri: rafforzamento
approdo Tremestieri, chiusura della rada San Francesco,
eliminazione del passaggio dei tir dal centro
cittadino».
.........continua |
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MESSINA - Amministrative Si scaldano i motori
di Lucio D'Amico
- Gazzetta del Sud
...continua

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COGNATI DI UN DIO MINORE
di
Giovanni Frazzica
In tema di esercizio discrezionale del potere
Caligola fu il primo e resta il migliore. Terzo imperatore romano, pervaso
da un sublime delirio di onnipotenza, nel breve arco del suo regno ne
combinò davvero di tutti i colori, culminando con la nomina a senatore del
suo cavallo. E quando il quadrupede morì, forse di noia ( si sa anche allora
le sedute del Senato non erano molto divertenti) gli fece costruire un
monumento, per dargli l’immortalità. Ma come mai amò tanto il suo cavallo,
non aveva un parente, un cognato, qualcuno su cui scaricare i benefici
derivanti dalla sua potenza? Allora forse non si usava fare queste cose. Si
deve arrivare intorno al 1500 per trovare Papa Alessandro VI che, per
“sistemare” il figlio, Cesare Borgia, inventò il nepotismo. Da allora questo
istituto ha trovato, soprattutto in Italia, molte applicazioni, anche con
diverse varianti come ad esempio il “nipotismo” sperimentato con successo
dalla famiglia Capria-Barbalace-Oliva sin dagli anni 70 e che ancora produce
benefici effetti. Quasi in contemporanea nasce a Messina e, in seguito,
viene ripreso anche a Milano il “cognatismo”. La paternità di questa
originale trovata viene comunemente attribuita a Nino Gullotti, che fece
eleggere senatore il cognato, Luigi Genovese. Ma a leggere bene un articolo
del 2005 di Gian Antonio Stella, pubblicato dal Corriere della Sera,
indirettamente, sembra venir fuori una sorpresa. L’articolo che ha per
titolo: ”Il candidato con il conflitto d’interessi sul Ponte” così inizia:
“Il centrosinistra fa correre uno degli azionisti della società dei
traghetti. Dicono che a sceglierlo, più che Prodi, Rutelli o Fassino, sia
stata mamma Angelina che passa per esser stata il cervello sia di suo
fratello, il potentissimo Nino Gullotti, sia del marito, il potentissimo
Luigi Genovese”. Saranno gli storici a stabilire con certezza come sono
andati realmente i fatti, ma tanto basta a farci ipotizzare che il genio che
ha consentito poi di sviluppare il più grande esempio nazionale di
cognatismo, (Paolo Pillitteri, cognato di Craxi, Sindaco di Milano dall’ 86
al 91) potrebbe essere stata Angelina e non Nino Gullotti. Dopo il crollo
del 92 il fenomeno subì una stasi, salvo a riprendere quota in forme
minimali con Pino Cardile, che usufruì della forza politica del cognato,
Giovanni Cantio, e ottenne prima un Assessorato e poi la Presidenza dell’Atm.
Da qualche anno il fenomeno ha ripreso vigore con Francantonio Genovese che,
riprendendo la tradizione di famiglia, ha fatto riprodurre in migliaia di
esemplari formato sei per tre l’effigie di suo cognato e lo ha riempito di
voti rendendo certa e brillante la sua elezione. E, attorno a questo fulgido
esempio, vi è tutto un proliferare di “figlismi”, “moglismi”, “amantismi”,
“socismi” e quant’altro. L’argine è rotto ormai e, a destra come a sinistra,
la festa è incontenibile ! Ma anche in queste cose non c’è giustizia. Carlo
Abbate, marito della sorella di Pippo Morano, come Pino Cardile, si sente
cognato di un “dio minore”, buttato nella mischia, con pochi mezzi e senza
certezze, per un posticino di Consigliere comunale. Tuttavia non si rassegna
alla cattiva sorte e cerca di sopperire con l’intelligenza alla scarsezza
delle risorse. E, dopo aver meditato, inventa il manifesto più originale
della campagna elettorale. C’è una sua foto e la scritta: “IL MIGLIOR
CONSIGLIO CHE TI POSSO DARE”. E’ là, disarmato, gracile, ma pronto a dare
tutto se stesso, con questo slogan intelligente che riesce a catturare
l’attenzione di tutti. Anche quella di un monello prezzolato che col
pennarello ha aggiunto: “VOTA BUZZANCA”.
"Maratona città di Messina"Oggi,
dalle 9 alle 15, si svolgeranno la prima "Maratona Città di Messina" e la
gara non competitiva "Corri per la solidarietà" organizzate dalla
Polisportiva Odysseus.
Caso Travaglio, Schifani querela,
Grillo attacca Fazio: «È un impiegato»
- Ancora polemiche sul caso
Travaglio e sulle dichiarazioni del giornalista a Che tempo che fa contro il
presidente del Senato Schifani che hanno suscitato dure reazioni all'interno
del Pdl. La trasmissione di Fabio Fazio è ora finita nel mirino
dell'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, pronta, a quanto si
apprende, a prendere provvedimenti nei confronti del programma di RaiTre. I
poteri dell'organismo di controllo (la prossima riunione del Consiglio dell'Agcom
è in programma mercoledì prossimo) vanno dal richiamo alla sanzione
amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo indiscrezioni, il
provvedimento che verrà adottato. SCHIFANI QUERELA - Il presidente del
Senato Renato Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire
giudizialmente nei confronti «delle affermazioni calunniose rese nei giorni
scorsi nei riguardi della sua persona». È quanto afferma una nota
dell'ufficio stampa del Senato. «Sarà quella la sede in cui, da una puntuale
ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità
di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria -
conclude la nota - nei riguardi del Presidente del Senato». TRAVAGLIO:
«MEGLIO COSI, LA PAROLA PASSA AI GIUDICI» - «Quasi quasi - ha commenta il
giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se
ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e
in tribunale le chiacchiere stanno a zero». «Dopo tre giorni di delirio che
prescinde dai fatti», ha detto Travaglio, si potrà stabilite «se le cose che
ho detto me le sono inventate, se se l'è inventate Lirio Abbate e tutti
coloro che le conoscono. Se si arriverà a questa conclusione, vorrà dire che
Schifani ha ragione. Se il presidente del Senato verrà interrogato, mi
auguro però che dia spiegazione su quei fatti sui quali ho chiesto
spiegazioni. Speriamo sia un giudice a inchiodarlo ai fatti». «MI MANDERANNO
VIA» - Prima il giornalista aveva detto di reputare a rischio la sua
partecipazione ad Annozero, la trasmissione condotta da Michele Santoro
disegnando quindi la sua idea di cosa accadrà nel prossimo futuro, dopo la
polemica legata alle sue parole contro Schifani sabato. «L'Authority
sanzionerà Che tempo che fa di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai
che mi ha consentito di dire cose vere. Poi - ha detto Travaglio - la Rai mi
denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero. E così si saranno
tolti il problema». Travaglio ha partecipato lunedì a un dibattito sulla
Costituzione alla Fiera del Libro. Molti quelli che non sono riusciti ad
entrare in una sala già affollatissima e tanti gli slogan tra cui «Marco
resisti». GRILLO CONTRO FAZIO - Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe
Grillo: «Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche
giornalisti... sono impiegati»: è stata la risposta del comico genovese a
chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal conduttore di Che
tempo che fa. «Io - ha aggiunto Grillo - a prescindere da qualsiasi cosa,
sono con Travaglio. Vi sembra che tentenni?». ANCHE ANNOZERO SUL TAVOLO
DELL'AGCOM - Sempre mercoledì prossimo, sul tavolo dell'Agcom tornerà anche
il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele
Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale
l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria. All'ordine del giorno
della riunione del Consiglio è previsto infatti, in sede di delibera, il
"procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi
del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le determinazioni
conseguenti". L'Autorità potrà dunque arrivare subito a una decisione, anche
su Travaglio, in base agli elementi in suo possesso, oppure chiedere alla
Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni (come è stato già fatto per
Annozero). Il dibattito, comunque, in seno all'organismo di garanzia è
serrato: a quanto si apprende da ambienti di via delle Muratte, già nei
giorni scorsi, in occasione della discussione sull'apertura, decisa a
maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si è aperto un confronto sui
limiti della competenza dell'Autorità stessa nella valutazione delle linee
editoriali delle trasmissioni televisive. SCONTRO VIOLANTE-COLOMBO -
Intanto, sul caso Travaglio, è polemica a distanza tra Luciano Violante e
Furio Colombo. Quest'ultimo ha dichiarato: «Mi scandalizzano le parole usate
da Violante che chiama 'pettegolezzo' ciò che ha scritto un giornalista che
è scortato per minacce di mafia, ovvero Lirio Abbate, il cui frammento di
libro è stato citato da Travaglio. Chiamare "pettegolezzo" una testimonianza
di mafia, mi pare inconcepibile e sta allargando in modo allarmante il
'livello Bondi', che sta diventando il parametro a cui una parte
dell'opposizione aspira ad omologarsi». Immediata la replica di Violante:
«Colombo ha travisato completamente e spero non intenzionalmente il mio
pensiero. Le mie dichiarazioni si riferivano senza equivoci, infatti, a
Travaglio. Non è stato mai da me menzionato né direttamente né
indirettamente un professionista serio e capace come Lirio Abbate».
Tanti network, una sola identità.
I Big danno vita al Social Web. Già partiti i primi test: un nick e una
password universali
di JAIME D'ALESSANDRO UN'UNICA identità, un unico profilo, un'unica rete di
contatti, come di fatto accade nella realtà fisica. E' questo che hanno in
mente colossi del calibro di Google, MySpace, Facebook, Ibm. Basterà
accedere a uno dei vari social network esistenti sul Web, registrarsi,
creare la propria pagina personale. Da quel momento in poi però usando una
sola password si potrà non solo entrare in relazione con tutti coloro che
appartengono a quella stessa comunità online, ma anche con persone che si
sono registrate altrove. Insomma, al contrario di quel che accade oggi,
potremmo stringere amicizia con chiunque mantenendo sempre lo stesso
profilo. "Oggi ognuna di queste immense comunità è un mondo a parte",
racconta a Repubblica Gary Cohen, General Manager della sezione Global
Communications alla Ibm. "Al loro interno le persone si incontrano,
chiacchierano, scambiano immagini, video, impressioni su film, musica,
letteratura. Ma non è possibile ad esempio inviare un messaggio da Hi5 a
Orkut. Sono realtà separate che non comunicano né fra loro né con
l'esterno". Anche la Microsoft del futuro, ovvero Google, la pensa allo
stesso modo. Recentemente ha dichiarato che intende abbattere i muri che
dividono i social network, andando nella stessa direzione di MySpace e
Facebook che hanno annunciato iniziative analoghe. E quest'ultimo - come
scrive il Financial Times - presto consentirà agli utenti di usare il sito
anche per trasferire fra loro somme di denaro. Tutti intendono dare la
possibilità ai loro utenti di poter contattare persone che appartengono
anche a comunità diverse. "La gente è stanca di invitare e di essere
invitata su 50 differenti social network", ha dichiarato al Financial Times
David Glazer, a capo del reparto d'ingegneria di Google. Di qui l'idea di
poter esportare ovunque si voglia la propria rete di contatti. "Il primo
passo che porterà dai social network ai social web", secondo Glazer. In
parole povere aprire le frontiere dei social network esportandone il modello
in tutto il resto della Rete, nella convinzione che sia un modello capace di
arricchire tutti. Ecco il perché di Facebook Connect, MySpace Data
Availability, Google Connect: un'unica identità digitale (un'unica pagina su
un social network), ma la possibilità di accedere a qualsiasi comunità.
Google si è spinta oltre, come al solito, e ha lanciato Open Social. E' un
vero e proprio standard basato su Html e JavaScript per creare programmi e
applicazioni di ogni genere per il web di domani. Buona parte del successo
di Facebook si deve infatti ai cosiddetti "widget", piccole applicazioni
sviluppate dagli utenti per socializzare che nel giro di un anno sono
diventate decine di migliaia. Ne esistono di tutti i tipi, dai quiz ai mini
videogame, e vengono scambiati a ritmi frenetici dal popolo di Facebook.
Glazer&Co. ne hanno imitato il modello e intendono renderlo un linguaggio
universale. Il progetto della Ibm parte da un punto di vista differente,
quello delle barriere comunicative non solo fra i siti ma anche fra i
differenti strumenti di accesso alla Rete come il pc o telefonino. Oggi
infatti ai social network si accede non solo dal computer ma anche dal
cellulare. Stando a una recente indagine della Nielsen negli Stati Uniti ad
esempio sarebbero almeno quattro milioni le persone che durante il primo
trimestre del 2008 sono entrate su MySpace o LinkedIn sfruttando le reti di
telefonia mobile. Così alla Ibm hanno sviluppato una tecnologia attraverso
la quale poter inviare e ricevere sms, foto o video dal cellulare a Facebook
fino a Second Life e viceversa. Sempre mantenendo un'unica identità
digitale. "Pensiamo che "middleware" del genere (programmi informatici che
funzionano da intermediari tra diverse applicazioni, ndr.) siano la nuova
frontiera della Rete", continua Gary Cohen. "Il problema non è più
inventarsi l'ennesimo sito Web 2.0 di successo, ma riuscire a imporre uno
standard per farli comunicare fra loro". Un altro fronte di scontro
fra colossi di Internet si è appena aperto.
ECONOMIA I risultati di
un'indagine del Dipartimento di sociologia economica
dell'Università di Messina. Inflazione reale in una periferia "In 4 anni è
più che raddoppiata". Le famiglie in difficoltà ripiegano sui negozi cinesi
per abbigliamento e prodotti per la casa, e fanno scorte alimentari con le
offerte dei supermercati di ROSARIA AMATO
- Comprano i capi d'abbigliamento, le scarpe e gli oggetti per la casa
nei negozi cinesi; girano i supermercati alla ricerca di offerte speciali, e
coltivano il pezzo di terreno ricevuto in eredità dal nonno per avere frutta
e verdura di buona qualità a basso costo: sono le principali strategie di
risparmio delle famiglie che vivono nei quartieri popolari di Messina e
Barcellona Pozzo di Gotto. Adottate dall'inizio del mese, perché per chi
percepisce un reddito basso "non esiste la quarta settimana", si cerca di
spendere il meno possibile tutti i giorni. Da un'indagine coordinata da
Tonino Perna, professore di sociologia economica, e condotta dai ricercatori
Fabio Mostaccio e Francesco Belarda, del Dipartimento di Economia,
Statistica, Matematica e Sociologia "W. Pareto" dell'Università di Messina,
emerge un'ulteriore conferma del fatto che l'inflazione ha colpito negli
ultimi anni soprattutto le famiglie meno abbienti, ancora di più se
residenti nel Mezzogiorno. Infatti quasi la metà degli intervistati dichiara
che dall'entrata in vigore dell'euro il costo della vita è più che
raddoppiato, un dato molto diverso da quello rilevato ogni mese dall'Istat,
e che conferma la rilevanza di un meccanismo d'indagine 'personalizzato'
come quello messo a punto dalla Cgia di Mestre, in collaborazione con
Repubblica.it. E se in passato erano sotto accusa gli alimentari, adesso le
famiglie con maggiori difficoltà puntano il dito contro le tariffe
pubbliche, dalle bollette di luce, gas e acqua ai costi dei trasporti.
CALCOLA LA TUA INFLAZIONE Metodo e campione. L'indagine è stata condotta nel
periodo gennaio/marzo 2008, i risultati sono stati confrontati con quelli di
un'analoga ricerca svolta tra l'ottobre e il dicembre 2003. "L'80% del
campione - spiega Perna - è stato scelto con metodo casuale stratificato nei
quartieri popolari Giostra e Camaro a Messina e in un quartiere periferico
di Barcellona; il 20% delle interviste sono state effettuate nel centro
storico di Messina". Il reddito di riferimento delle famiglie che vivono nei
quartieri popolari va dai 600/700 euro netti mensili del pensionato ai 3.000
€ (reddito netto familiare); decisamente più alto, dai 5.000 € in su,
quello delle famiglie intervistate nel centro storico. L'inflazione
percepita. Per il 44% delle famiglie che vivono nei quartieri popolari,
attesta l'indagine, "dall'avvento dell'euro il costo della vita è più che
raddoppiato". Il riferimento è naturalmente all'"inflazione percepita",
spiega Perna: "Il consumatore medio non fa alcun calcolo statistico, la sua
è un'intuizione, non un'analisi matematica, sulla quale giocano alcuni
fattori più di altri". Se nell'indagine di quattro anni fa la maggior parte
degli intervistati indicava i prodotti alimentari come principali
responsabili del carovita, adesso invece per il 21,1% il rialzo
dell'inflazione è da attribuire alle tariffe pubbliche: "E quindi ne
attribuiscono la responsabilità al Comune, allo Stato, al quale chiedono
invece una politica antinflattiva", dice Perna. La percentuale di coloro che
ha risposto che il proprio standard di vita negli ultimi due-tre anni è
'peggiorato poco' è scesa dal 20 all'8%, ma di contro la percentuale di
coloro che affermano che la propria condizione economica è "peggiorata
moltissimo" è schizzata al 31,7% dal 10% del 2003. Solo il 2% dichiara che
la propria situazione economica è migliorata, percentuale che sale però
all'8% tra i ceti medi. Strategie di sopravvivenza. Falcidiati da
un'inflazione che, per quanto 'percepita', grava pesantemente sui bilanci
familiari, gli intervistati hanno adottato alcune strategie che ormai, più
che di risparmio, possono essere definite di sopravvivenza. Per quanto
riguarda vestiti, scarpe e prodotti per la casa, comprano nei negozi cinesi:
"Al Sud hanno avuto un boom incredibile - rileva Perna - dal 300 al 400%
negli ultimi quattro anni. Dalla Calabria alla Sicilia si trovano ovunque:
nelle città, nei piccoli centri. Una maglietta estiva costa 5 €, non si
guarda più la qualità". Quanto ai prodotti alimentari, secondo l'indagine la
strategia è duplice: da un lato c'è una ricerca affannosa dell'offerta
speciale. "Cresce la mobilità territoriale dei consumatori che spendono più
tempo alla ricerca dell'esercizio commerciale meno caro - dice Perna -
sull'offerta speciale si fa la scorta, per esempio se si trova un tipo di
pasta che costa poco se ne comprano 30 chili anziché 5. Lo fa un quinto del
campione, contro il 4% di quattro anni fa". Inoltre, e questa è una
caratteristica probabilmente più legata al territorio oggetto dell'indagine,
è tornata in auge l'autoproduzione: "Si ritorna a coltivare il pezzetto di
terra abbandonato dai genitori, dal nonno. Molti degli intervistati sono
figli o nipoti di coltivatori terrieri, che avevano abbandonato la campagna.
In passato magari avevano comprato prodotti preconfezionati e precucinati,
andavano al ristorante o in pizzeria. Adesso sono tornati all'autoproduzione
e alla cucina". Mentre i ceti medi adottano strategie molto meno incisive:
"La circostanza della quale si lamentano di più è che vanno meno in
vacanza", dice Perna. Mentre le famiglie più in difficoltà hanno ormai
abbandonato ogni prospettiva di risparmio: la percentuale di coloro che
dichiarano di "mettere da parte meno di prima" è passata dal 36 al 57%.
Mentre il 90% dei pensionati e i lavoratori sotto il reddito fisso di 1300 €
dichiarano "non solo di non riuscire a risparmiare un euro, ma di dover
chiedere prestiti ai parenti per sopravvivere". L'ultima settimana. Ultima,
amara notazione degli autori della ricerca: "Non esiste la fatidica ultima
settimana. Non esiste una famiglia che non ce la fa a finire il mese, che
campa per tre settimane e l'ultima è sott'acqua. Nel senso che: o ce la fai
o cominci a risparmiare a tagliare dagli inizi del mese".

CittadinanzAttiva
- Assemblea Territoriale di Messina
LETTERA APERTA AI CANDIDATI A SINDACO E
A PRESIDENTE DELLA PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA
Considerato che l’attuale
Legge elettorale consente il proliferare a dismisura delle liste
elettorali, CittadinanzAttiva
lancia un appello affinché venga scongiurato il pericolo in sede
locale di una sconsiderata e devastante campagna elettorale.
“Appello ai partiti per una classe dirigente locale
responsabile”
Le prossime elezioni amministrative, fissate per il 15 e 16
giugno, pare che siano destinate, ancora una volta, a diventare
una ennesima rincorsa al voto ad personam. La ricerca esasperata
del consenso determinerà, come le precedenti esperienze
elettorali amministrative dimostrano, il proliferare di liste
civiche e civetta per drenare, da un lato, voti agli avversari
e, dall’altro, per convogliarli, mediante il meccanismo
dell’apparentamento, verso il candidato sindaco o presidente.
Sembrerebbe una espressione della vitalità e del desiderio di
partecipazione della parte più viva della collettività messinese;
in realtà è l’esatto contrario: una partecipazione non frutto di
una scelta autonoma, ma “indotta”, “artificiale”, quindi non
tesa a rappresentare i bisogni reali della città, ma il
tentativo concreto di strumentalizzazione del desiderio di
partecipazione.Invece è necessario dare alla città un segnale di
semplificazione del quadro politico ed è per questo che
CittadinanzAttiva si augura che la classe dirigente politica
abbia questo desidero e che voglia veramente dimostrarlo ai
propri concittadini con i fatti.Pertanto è necessario che si
rivolgano ad essi con l’intento di esortarli all’impegno
politico, ma ad un impegno responsabile, critico fatto di
condivisione di progetti e di speranze per questa città e non di
mera ricerca di voti (da sottrarre a destra ed a manca) con
alacre spirito acritico.Se dovesse continuare l’attuale andazzo,
l’indiscriminata proliferazione delle liste, si avrebbe
l’ulteriore dimostrazione della insufficienza della classe
politica e dirigente dei partiti, che invece di ricercare il
consenso sui programmi cerca di intercettarlo mediante forme di
coinvolgimento diretto, che hanno motivazioni certamente diverse
dalla partecipazione e dalla crescita dell’impegno politico.CittadinanzAttiva,
poiché la politica è invece la sintesi dei bisogni, si rivolge a
tutti i candidati a Sindaco e Presidente per invitarli a
costruire un consenso che sia anche partecipazione responsabile
e che si esprima attraverso una classe nuova di dirigenti e di
consiglieri negli enti locali.
Ex Sicilcassa. Sarà riformato il Fondo pensioni .PALERMO
Con 4.183 voti favorevoli su 4.234 votanti e 35 voti contrari, i
soci del Fondo pensioni della ex Sicilcassa hanno espresso il
loro sì alla riforma del Fondo stesso. Il referendum si è
concluso domenica con lo spoglio delle schede. Alta l'affluenza
alle urne da parte degli iscritti, pari a oltre il 90% degli
aventi diritto. Con questo voto l'assemblea approva la riforma
dello Statuto del Fondo pensioni per il personale della Ccrve.
Per Aldo Alaimo, presidente del Consiglio di amministrazione,
«questo risultato così eclatante atteso da oltre dieci anni è la
vittoria del CdA che, unitamente alle associazioni sindacali dei
pensionati e dei soci in servizio, ha saputo costruire un
progetto che ha trovato il gradimento e l'approvazione unanime
dei soci».
«E' un risultato – aggiunge – che ci sprona ad andare avanti nel
progetto e quindi a compiere gli atti propedeutici alla
dismissione dell'ingente patrimonio del Fondo: sciogliere la
formale riserva legata all'esito referendario con la quale era
stato affidato a Mediobanca il mandato a vendere; nominare di
concerto con Mediobanca il primario studio legale di fama
nazionale, che dovrà assistere il Fondo in tutte le fasi della
dismissione; nominare una società indipendente perchè in tempi
rapidi faccia una stima del valore del patrimonio».
L'uomo su Marte? 3
anni di viaggio
La corsa spaziale porterà l'uomo sul Pianeta Rosso ma sono
ancora molti i problemi da risolvere
"2030 sbarco su Marte", al Museo della Scienza e della Tecnica.
Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da
Vinci” di Milano, in partnership con Discovery Science, ha
proiettato i
4 episodi della docu-fiction “2030 sbarco su Marte":
(inizio delle proiezioni: ore 10.00 e ore 15.00). I primi tre
episodi e, in anteprima nazionale, la quarta e ultima puntata
sarànno trasmessa su Discovery Science (Sky, canale 422) venerdì
9 maggio alle ore 22.05. Andremo su Marte? Sicuramente si, anche
se con tutta probabilità non sarà il 2030 la data fatidica. Per
diverse ragioni scientifiche, tecnologiche, economiche e
politiche. Ma ci si andrà, perché quella è la meta indicata
dall’evoluzione dell’astronautica nel cammino dell’esplorazione
al di fuori della Terra. Esplorazione che non sarà solo
stimolata dallo spirito d’avventura ma con ragionevole
opportunità sarà spinta dalla crescita della popolazione sul
nostro pianeta. "EMIGRAZIONE" SPAZIALE - Si arriverà, infatti,
ad un certo punto nel quale il globo azzurro non avrà più le
risorse necessarie per mantenere la crescente umanità e a quel
punto sarà indispensabile cercare “un’altra Terra” che la
ospiti. Questo è il pensiero di fondo che anima la futura
conquista del Pianeta Rosso. Ma per arrivare lassù anche per la
prima volta, bisognerà lavorare molto con le sonde automatiche
per approfondire la conoscenza del vicino corpo celeste che
dall’Ottocento ha acceso la nostra fantasia grazie ai famosi
“canali” avvistati da Schiaparelli dall’Osservatorio astronomico
di Brera a Milano. Già un viaggio di andata e ritorno richiede almeno
un triennio e questo pone dei problemi sull’adattabilità
dell’uomo ad un ambiente così diverso che dovranno essere
risolti prima di imbarcarsi sull’astronave marziana. E sono
problemi fisici e psicologici. Nel cosmo ci sono piogge di
radiazioni che possono risultare dannose e una volta progettata
adeguatamente la nave spaziale per proteggere gli astronauti da
questa minaccia. bisognerà aver trovato garanzia anche per la
mente per essere certi che non subisca perturbazioni che
potrebbero mettere a rischio sia la vita degli esploratori sia
il buon esito della spedizione. ESPERIMENTO RUSSO CON I MACACHI
- I russi per indagare gli aspetti fisiologici sembrano
intenzionati a mandare dei macachi in un viaggio marziano prima
di spedire l’uomo, e a tal fine stanno selezionando una
quarantina di primati. Comunque, discutendo di una spedizione
marziana, gli americani nel loro programma hanno previsto di
tornare prima sulla Luna per sperimentare con sicurezza tutto
ciò che serve al successivo balzo. E costruendo una colonia
permanente verificare anche il grado di tenuta dei coloni ad una
“segregazione forzata”, sia pure volontaria, su un altro corpo
celeste per periodi molto lunghi. L'OBIETTIVO E' UN INSEDIAMENTO
STABILE - Ciò è necessario anche perché pure su Marte si vuol
andare per costruirvi un insediamento stabile e non per un
singolo viaggio “una tantum” come era accaduto sulla Luna alla
fine degli anni Sessanta. Dunque bisogna imparare a vivere al di
fuori della Terra, incominciando dalla stazione spaziale
internazionale che dal 2010 potrà ospitare equipaggi numerosi di
6-7 astronauti per sei mesi, sostando poi sulla Luna, e
garantire infine un futuro sbarco e una permanenza sul Pianeta
Rosso in condizioni di sicurezza sotto ogni aspetto. Per
realizzare tutto ciò bisognerà comunque trovare le risorse
economiche necessarie che saranno ingenti e questo significa che
alla base ci dovrà essere una fortissima motivazione politica.
Per tali ragioni si ritiene
che su Marte sarà l’Umanità unita ad andarci e non la singola
nazione. Quindi fra i continenti dovrà nascere una convinzione
capace di fondere intenti e risorse proiettati
all’ambiziosissimo fine. Una volta arrivati si darà il via al
vero scopo di tutta l’operazione che è quello di modificare
l’ambiente marziano per renderlo abitabile ai terrestri. Così
l’uomo creerà la nuova Terra garantendosi sviluppo ed
espansione. Giovanni Caprara - Corriere della sera
Pannelli fotovoltaici “biologici”
Non possiamo che dir loro
grazie di cuore: la Rete verde di ecologia sociale commenta così i primi
risultati del lavoro scientifico svolto dal Cnr-Istituto per i Processi
Chimico-Fisici di Messina e sviluppato dai ricercatori Gaetano Di Marco e
Giuseppe Calogero. Si tratta dello studio delle proprietà fotochimiche e
fotofisiche di alcuni materiali utili per la conversione di energia solare
in energia elettrica. Grazie alle “antocianine”, sostanze che danno colore a
vegetali come l’arancia o la melanzana, è possibile realizzare pannelli
fotovoltaici “biologici”, cioè in grado di sfruttare la fotosintesi
clorofilliana. Si apre così uno scenario nuovissimo: pannelli a basso costo
energetico e finanziario. Questi funzionerebbero sostituendo il silicio, con
costi di installazione trascurabili e con il pregio di un basso impatto
ambientale. I pannelli organici di nuova generazione avrebbero più del 90%
di riciclabilità dei materiali impiegati ed anche se non avranno mai lo
stesso rendimento energetico di quelli al silicio, saranno sicuramente
competitivi per costo di produzione e vantaggi ecologici. Dal Cnr-Istituto
per i Processi Chimico-Fisici di Papardo giunge un grandissimo segnale per
la transizione verso un sistema energetico alternativo basato sulle fonti
rinnovabili che, per definizione, non sono soggette a vincoli di scarsità
(se non temporanei dovuti alla carenza di impianti ed infrastrutture) e non
emettono gas serra. Questo processo di transizione richiede tempo. Purtroppo
i politici e l’opinione pubblica hanno un orizzonte temporale sempre più
breve. Sarebbe compito della sinistra, locale e diffusa, spostare
l’attenzione su questi grandi temi da cui dipende la sopravvivenza e il
benessere delle generazioni future, ma anche la nostra felicità immediata.
La Rete verde di ecologia sociale pensa a come grava la bolletta
dell’energia elettrica sulle famiglie, ovviamente non in maniera eguale. La
bolletta apparentemente è la stessa per tutti; in realtà incide più
pesantemente su chi ha i salari e gli stipendi più bassi. Inoltre la
sinistra recupererebbe il suo ruolo di agente fondamentale del progresso
umano se riuscisse a far coagulare il consenso su programmi di intervento
nel campo sociale, ambientale ed energetico in grado di avviare a soluzione
i gravi problemi che ci stanno di fronte: lo tsunami ambientale ed
energetico morde sempre i più poveri. Giuseppe Restifo, Rete verde di ecologia sociale
Province, un ente da
sopprimere
di Ezio Pelino -
L’articolo di Fabio Melilli su “Il Centro”, dal titolo “Province, l’utilità
di un ente intermedio”, riapre una questione sfiorata appena dalla campagna
elettorale. L’autore, presidente dell’Unione Province Italiane, intervenendo
per una difesa non petita delle province, dimostra di temere che qualche
forza politica possa minacciarne la sopravvivenza. Lo vorremmo
tranquillizzare. Ci risulta che solo Berlusconi ha parlato di soppressione,
ma il suo è sembrato solo un passaggio del discorso teso ad accattivarsi
quella parte dell’opinione pubblica ormai insofferente di costi, sprechi e
privilegi della politica e della pubblica amministrazione. Tutti o quasi
tutti i politici sono consapevoli della inutilità delle province. Le
competenze di questo ente territoriale potrebbero essere affidate ai Comuni
e alle Regioni. Sono, infatti, sostanzialmente limitate all’edilizia
scolastica di alcuni istituti superiori e a quella viabilità che l’Anas
reputa meno importante. I migliori politici ne vorrebbero la soppressione,
ma solo in interiore homine. Nessuno ama suicidarsi sfidando l’insurrezione
delle città capoluogo. Per la generalità dei politici le province sono più
che utili, sono indispensabili: assicurano reddito e carriera a migliaia di
loro nonchè a una schiera di portaborse, consulenti, assistenti e
occupazione a circa 60.000 burocrati. La questione province è antica,
comincia con l’unità d’Italia. Minghetti prefigurava uno Stato senza
province, articolato per autonomie regionali. Ma, per timore che il potere
rischiasse di tornare alle reazionarie classi dirigenti locali preunitarie,
si preferì governare dal centro tramite i prefetti. De Gasperi, nel primo
discorso alla Camera del giugno 1921, criticò, scandalizzato, la
moltiplicazioni degli impiegati e la lievitazione delle spese nella sua
provincia di Trento italiana rispetto alla Trento austriaca. Nel secondo
dopoguerra, la soppressione fu decisa dalla Commissione dei 75, ma respinta
dall’Assemblea Costituente. Nel ’70 , con l’istituzione dell’ordinamento
regionale, un grande politico di un piccolo partito, Ugo La Malfa, si battè
per l’abolizione delle province per ridurre le spese e non creare
superfetazioni burocratiche. Con lui Enrico Berlinguer. Anche nella
Bicamerale diretta da D’Alema si discusse seriamente dell’abolizione.
Recentemente, Gianfranco Fini ha sostenuto che le province “servono solo al
ceto politico, dovrebbero essere abolite.” L’elenco di coloro che hanno
avuto il coraggio di dichiararlo apertis verbis comprende il presidente del
Friuli Riccardo Illy, il demoproletario Franco Russo, i diessini Augusto
Barbera, Cesare Salvi, Massimo Villone, il presidente di Roma Metropolitane,
Chicco Testa, i giornalisti Sergio Rizzo, Mario Cervi, Nicola Porro, Gian
Antonio Stella. Quest’ultimo scrive, ironicamente:” Guai a dire che sono
superflue, saltano su tutte le furie come le beate vergini a difesa
dell’onore.” Nessuno dei Paesi simili al nostro è articolato per province.
In Francia, i Dipartimenti hanno una dimensione analoga alle province ma si
collocano fra i Comuni e lo Stato. In Germania, le uniche realtà sotto lo
Stato federale sono i Lander e i Comuni. In Gran Bretagna, le Contee hanno
carattere tecnico-amministrativo e non politico. Analogamente negli USA,
dove le stesse hanno competenze giudiziarie o di polizia. In Italia, le
province, invece di abolirle, si aumentano. E’ tutta una corsa alla
provincia: non c’è cittadina che non abbia il suo comitato di lotta e il suo
parlamentare di riferimento. Erano 92 nel 1960, sono passate a 110 del 2005.
Solo durante l’ultima legislatura le proposte presentate sono state 40 e,
forse, solo la brevità della stessa ne ha impedito il varo di nuove. Nel
2002, in un solo colpo, la Sardegna ne ha istituite quattro. Regione a
statuto speciale, non ha nemmeno chiesto l’autorizzazione al Governo e al
Parlamento. A nulla è valso il ricorso di palazzo Chigi alla Corte
Costituzionale. Scrivono Rizzo e Stella: “Il punto è che le province sono un
formidabile serbatoio di poltrone: 104 presidenti più 104 vicepresidenti più
894 assessori più 104 presidenti delle assemblee consiliari più 3000
consiglieri per un totale di 4206 persone”. Guadagnano dai 36 euro a gettone
di presenza per i consiglieri delle province più piccole alle 4.531 per gli
assessori e ai 7.000 per i presidenti delle più grandi. Solamente le cariche
elettive ci costano 120 milioni annui. Gli stipendi dei dipendenti 2
miliardi di euro, senza contare le spese per uffici, telefoni, macchine. Per
la Corte dei Conti, dal 2000 al 2005 la spesa totale gestita è passata da 10
miliardi a 17. In conclusione, la soppressione delle province comporterebbe
un risparmio di 17 miliardi, il personale potrebbe essere utilizzato
diversamente e si farebbe a meno di una classe politica del tutto superflua.
Viene in mente l’ammonimento sempre attuale di Max Weber:” Un sistema
democratico non regge se tutti vivono di politica e nessuno per la
politica”.
I Pensionati – CGIL – CISL
e UILP scrivono al Commissario Sinatra
Pressati dalle esigenze e
dalle urgenze dei 12mila iscritti della nostra città – esigenze peraltro
fortemente sentite e diffuse in tutta la popolazione – Le rinnoviamo la
richiesta di un incontro per esporLe la nostra proposta di iniziativa che il
Comune dovrebbe attuare per:
a. avviare con la Regione Siciliana la “manifestazione di interesse per la
realizzazione del mercato degli agricoltori”;
b. nelle more, per individuare l’ubicazione transitoria e sperimentale –
così come si sta facendo altrove, Palermo compreso – di un mercato del
contadino a Messina;
c. l’apertura dello sportello per consentire ai cittadini di usufruire della
riduzione delle tariffe per l’energia elettrica;
d. sostenere, con un’iniziativa propagandistica finalizzata, il blocco dei
prezzi dei generi di prima necessità.
Considerato infine che il comune di Messina nel 2008 sarà il capoluogo
d’Italia che riceverà il maggiore incremento di trasferimenti erariali dallo
Stato, destinare le maggiori entrate a finalità essenziali, con priorità
assoluta ai servizi per i non autosufficienti e per le famiglie in gravi
condizioni di disagio.
Le nostre leghe della città hanno avviato un’azione di informazione e di
preparazione alla mobilitazione generalizzata per l’assunzione di adeguate
iniziative di sostegno.
Considerato che le nostre proposte sono strettamente legate alla positiva
iniziativa assunta da S.E. il Prefetto ed esprimono un forte bisogno
dell’intera comunità, pur considerando i Suoi tanti impegni, contiamo su una
pronta convocazione e distintamente ossequiamo.
I Segretari Generali
SPI-CGIL - FNP-CISL - UILP Locorotondo – Muscolino - Catania
PD: ADDIO 'CAMINETTO' E
RIORGANIZZAZIONE DELL'ESECUTIVO
Il 'caminetto' andra' in cantina. E'
finita la fase "emergenziale", ora il Pd dovra' terminare la sua fase di
organizzazione interna. Questa l'idea del segretario, Walter Veltroni,
illustrata ai segretari regionali del partito, durante la riunione di oggi.
Il responsabile organizzazione del Pd, Andrea Orlando, incontrando i
giornalisti al termine della riunione. Ha spiegato che Veltroni "ha detto
con chiarezza che il caminetto - cioe' quell'organismo costituito dallo
stato maggiore del partito che inizialmente aveva preso vita dopo la caduta
del governo Prodi ed era stato anche definito come 'unita' di crisi' - era
uno strumento emergenziale. Ora ci sono gli organismi formali del partito,
uno di questi e' la conferenza dei segretari". Accanto alla scomparsa del
caminetto, "ci sara' sicuramente - spiega ancora Orlando - una
riorganizzazione dell'esecutivo che diventera' lo strumento di
organizzazione del partito, mentre le politiche settoriali saranno in capo
ai ministri del governo ombra del Pd".
Pd, Con una lettera a Veltroni
Piscitello chiede il commissariamento.di
Michele Cimino
(tratto da Gazzetta del Sud)
-
Il deputato uscente Rino Piscitello
ha chiesto a Veltroni il commissariamento del Pd siciliano. «A dieci giorni
dalle elezioni regionali e nazionali e dalla disfatta elettorale in Sicilia
- sostiene Piscitello, non ricandidato perché titolare di più di tre
legislature - dal PD regionale non arriva alcun segno di vita. Nessun
responsabile del partito, a cominciare dal segretario regionale - sottolinea
- ha ritenuto di presentare le proprie dimissioni per agevolare un dibattito
politico sulle motivazioni del gravissimo risultato elettorale". Rilevato,
quindi che "la delusione e lo scoramento dei militanti stanno raggiungendo
livelli mai visti prima" afferma "che questo rischia di aggravare
pesantemente l'annunciato risultato elettorale negativo delle
amministrative" e sollecita una presa di posizione del Pd nazionale"
Immediata la replica del segretario regionale Francantonio Gernovese che,
nel ricordare a Piscitello la sua "lunghissima militanza politica in almeno
cinque partiti ed una quasi ventennale presenza in parlamento", per cui deve
"essersi appannato quell'intuito che gli ha consentito in passato di saltare
spesso sul cavallo vincente, ottenendo "candidature blindate" con buona pace
della tanto invocata democrazia interna", rileva che "sul risultato negativo
delle elezioni politiche e regionali è stata avviata una profonda analisi
tra i maggiori esponenti del partito a livello regionale". E questi "hanno
unanimemente condiviso l'esigenza di voltare subito pagina, concentrandosi
sulle prossime consultazioni amministrative e ritenendo comunque inutile, se
non dannoso, aprire la caccia ai presunti colpevoli della sconfitta".
Controreplica di Piscitello, secondo cui Genovese, "invece di dimettersi ed
avviare un confronto sulle motivazioni della disfatta elettorale, insulta
chi chiede una riflessione e invita a guardare avanti, evidentemente per
distogliere l'attenzione e coprire le proprie responsabilità.
REGIONE LOMBARDIA.
SINDACATI, NO LICENZIAMENTO INTERINALI
(ANSA)
Il 31 marzo scade il
contratto a 9 dipendenti interinali del Consiglio regionale che
non se lo vedranno rinnovare. Questo fatto ha scatenato le proteste
dei sindacati che dicono no a quelli che considerano dei veri e
propri licenziamenti. ''Il loro lavoro e', da anni, indispensabile -
sottolinea la delegazione sindacale SdL intercategoriale del
Consiglio -. La conferma che ci sia bisogno di questo personale sta
proprio nella scelta, che noi riteniamo sbagliata,
dell'amministrazione di procedere ai licenziamenti per poi acquisire
personale che assolva le stesse funzioni ma assunto da cooperative
esterne''. SdL dice quindi no all'esternalizzazione e chiede di
discutere un vero piano occupazionale. Anche secondo la Cisl ''la
situazione e' grave''. Il rappresentante del sindacato confederale
Nicola Lombardo spiega che ''tutto questo e' frutto
dell'ostinazione con cui gli amministratori per anni si sono
rifiutati di trasformare il rapporto di lavoro interinale
in lavoro a tempo determinato. E per queste miopie ora i lavoratori
non possono usufruire delle agevolazioni di stabilizzazione previste
a livello nazionale per i contratti a tempo determinato''. ''Il
Consiglio non si pone l'obiettivo di sanare la situazione e non si
pongono l'obiettivo - sottolinea Lombardo - di sanare la situazione.
I gravi buchi nella pianta organica saranno sanati con le
esternalizzazioni: oltre il danno anche la beffa''.
Segreto di Stato, da maggio si aprono gli archivi
È stato firmato il
decreto sul segreto di Stato, si farà nuova luce su molte delle
stragi degli anni di Piombo. «Non riguarda esplicitamente il caso
Moro, riguarda tutti i segreti di Stato che abbiano superato i
trent'anni». Enrico Micheli alza così il velo degli anni più bui
della storia d´Italia. Il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, con delega sui servizi segreti, ha fatto sapere che da
maggio sarà possibile chiedere di visionare determinati documenti.
L'atteso regolamento sul segreto di Stato (primo dei regolamenti
attuativi della legge di riforma dei servizi varato dal Governo),
che aveva già avuto il parere favorevole del Comitato parlamentare
per la sicurezza della Repubblica (Copasir) è stato così
definitivamente varato dal Governo e firmato dal Presidente della
Repubblica. «Io personalmente - ha aggiunto Micheli - ho fatto
un'azione di coordinamento in vista di questo appuntamento pregando
tutti di organizzare ciascuno per le proprie competenze la
possibilità di consultazione di questa documentazione per coloro che
lo richiedano». Da quando e con quali modalità si avrà accesso ai
documenti? «Il decreto del Presidente del Consiglio - ha risposto
Micheli - deve uscire sulla Gazzetta Ufficiale entro il 20, diciamo
che il prossimo maggio sarà possibile chiedere di visionare
determinati documenti». Ci saranno degli omissis per celare magari
l'identità di persone, di agenti? «Se è stato fissato un termine al
segreto - che è 30 anni - e se i 30 anni sono passati.. gli omissis
non si giustificano». Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha
risposto a una lettera con la quale il giornalista free-lance
Gabriele Mastellarini aveva ufficialmente richiesto tutta la
documentazione secretata sull'uccisione di Moro. Nella lettera Prodi
scrive che «la completa applicazione della legge n. 124/07», che
prevede che il segreto di Stato può durare al massimo 30 anni, «è
stato definitivamente approvato ed è in attesa di pubblicazione
sulla G.U. Ogni valutazione in merito alla sua istanza è pertanto
differita al momento dell'entrata in vigore del citato decreto
regolamentare, prevista entro 15 giorni dalla sua pubblicazione».
ANDO' DIFENDE IL PONTE
“Dire
che prima di cominciare la costruzione del Ponte sullo Stretto
occorre attendere che si realizzino tutte le altre infrastrutture
(stradali e ferroviarie) che serviranno a collegare l’opera con la
Sicilia e con il Continente è solo un modo per rinviare in eterno la
soluzione dell’attraversamento stabile, senza dare alcuna tutela
alla città di Messina”. Così Antonio Andò, candidato alle
regionali nella lista dell’MPA, spiega il suo convinto sì
al Ponte: “Non esiste la possibilità di immaginare che ci siano
infrastrutture di trasporto non collegate al Ponte: è il Ponte che
dà l’incentivo alla realizzazione e non il contrario. Infatti, in
questi anni non abbiamo avuto né il Ponte né le altre
infrastrutture. È il Ponte che riqualifica il territorio, dà forza,
richiamo e immagine all’esterno di Messina e della sua provincia,
consentendo di riaffermare una centralità mediterranea altrimenti in
declino. Il fatto che l’Europa abbia inserito il Ponte nel corridoio Berlino-Palermo conferma che senza
l’attraversamento stabile, sarà per prima l’Europa ad abbandonare al
proprio destino la Sicilia”. Andò, inoltre, tiene ad affermare il
proprio impegno affinché “ci sia un immediato rafforzamento
normativo della possibilità di intervento del Comune e della
Provincia per la realizzazione delle opere collegate al Ponte,
assicurando la tutela del territorio e la salvaguardia dei diritti
delle persone e dell’ambiente. Proporrò l’istituzione di un’autorità che controlli e verifichi i
tempi di realizzazione delle infrastrutture connesse al Ponte”.
|
RENATO
RUGGIERO CHIEDE LA CONVOCAZIONE DELLA COSTITUENTE
REGIONALE DEL PD
Con la
diffusione della notizia dell’inserimento nella
lista dei candidati “sicuri eletti” alla Camera
della figlia di Salvatore Cardinale il
processo costitutivo del PD della Sicilia ha
raggiunto il suo punto più basso e, a mio avviso, di
non ritorno. Bisogna abbandonare ogni forma di
linguaggio paludato o prudenze pre-elettorali e dire
con chiarezza come stanno le cose: la casta politica
del centrosinistra siciliano è la peggiore d’Italia,
non solo perché ha ottenuto in passato e continuerà
ad ottenere in futuro risultati elettorali peggiori
rispetto ad ogni altra regione del Paese ma perché
dimostra una spregiudicatezza morale, una assoluta
mancanza di senso del bene comune, un totale
disprezzo per le migliaia di siciliane e siciliani
che hanno creduto nel PD e nelle primarie del 14
ottobre. Portare in parlamento la figlia senza
meriti e a tutti sconosciuta di un ras politico
costretto a non candidarsi in prima persona per la
sesta volta da un regolamento sacrosanto è un
comportamento di agghiacciante arroganza,
autolesionistica stupidità e indifendibile debolezza
che se non fermato immediatamente arrecherà danni
elettorali gravissimi. Per capirsi bene è un
comportamento peggiore di quello del clan Mastella.
Siamo a pratiche non da prima repubblica ma da tardo
impero romano quando Caligola nominava senatore il
suo cavallo. Se a questo aggiungiamo che in Sicilia
sono stati inseriti d’autorità nelle liste
elettorali nazionali più candidati senza alcun
radicamento territoriale che in qualsiasi altra
regione italiana, risulta chiara la flebile
debolezza di chi aveva il compito di rappresentare a
livello nazionale il PD della nostra regione e
facilitare anche in Sicilia un ragionevole ed
equilibrato rinnovamento della classe politica.
Altro che giovani, donne e società civile siciliana.
Il risultato è figlie di boss di partito, addetti
stampa di parlamentari emiliani e assessori del
comune di Roma. La responsabilità politica di questa
decisione ha un nome e cognome: Francantonio
Genovese. Un segretario politico scelto, lo ricordo,
con un accordo di vertice in cui ha avuto un ruolo
di primissimo piano Salvatore Cardinale, che subisce
una tale situazione dimostra una debolezza, una
mancanza di carattere ed un’assenza di autorevolezza
da renderlo inadeguato al compito di primo garante
del presente e del futuro del PD della Sicilia. Già
nelle scorse settimane ho chiesto la pronta
convocazione della Assemblea Costituente Regionale e
sino a ieri una sessantina di costituenti avevano
aderito a questa mia richiesta che eravamo pronti a
trasmettere alla Presidenza dell’Assemblea stessa. A
questo punto vogliamo dare a tutti nuovamente
l’opportunità di aderire, se per qualche legittimo
motivo non eravate in precedenza d’accordo con
l’iniziativa, spero che gli ultimi eventi vi abbiano
convinto che non si può in alcun modo delegare a
questo ceto politico la conduzione, o meglio la
paralisi, della vita politica del nostro partito. Il
momento di mobilitarsi è ora, con fiducia nelle
nostre convinzioni di gente per bene che non vive e
non vuole vivere di politica, rifiuto di accettare
che in Sicilia niente possa mai cambiare e che non
ci sia limite al peggio e, consentitemi, con schiena
dritta e senza timori reverenziali. Vi invito con
tutto il cuore ad aderire alla richiesta di
convocazione immediata della Assemblea Costituente
Regionale, per farlo semplicemente mandatemi un
e-mail dicendo “Aderisco alla richiesta” ed
indicando il vostro nome, cognome e in
rappresentanza di quale circoscrizione siete stati
eletti alla assemblea. Diffondete liberamente questo
messaggio e invitate tutti i vostri contatti anche
non eletti alla costituente ad aderire se lo
riterranno opportuno. Renato Ruggiero Membro
dell’Assemblea Costituente Regionale del PD I riciclati di
Walter: portaborse e travet
di
Gian Maria De Francesco
(il Giornale)
- Silvio
Berlusconi, durante i comizi, ripete spesso che il Pd «è
la continuità perché la maggioranza dei ministri è
candidata» con il partito guidato da Walter Veltroni. In
effetti a scorrere le liste compaiono i nomi di ben 17
componenti del governo Prodi. In ordine rigorosamente
alfabetico: Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Emma Bonino,
Vannino Chiti, Massimo D’Alema, Cesare Damiano, Paolo De
Castro, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni, Linda
Lanzillotta, Giovanna Melandri, Luigi Nicolais, Arturo
Parisi, Barbara Pollastrini, Francesco Rutelli, Giulio
Santagata e Livia Turco. Con la pletora di
sottosegretari ricandidati il computo si avvicinerebbe
alle 70 unità. Ma queste elezioni si ricorderanno anche
per la notevole presenza tra le file democrat di
portavoce e segretari dei big del partito. A partire
dagli spokesmen prodiani (Ricky Levi, Silvio Sircana,
Sandra Zampa), dal caposegreteria di Piero Fassino
(ovviamente ricandidato pure lui), Francesco Tempestini,
passando per l’ex portavoce di Dario Franceschini (che
non ha potuto rinunciare nemmeno al suo ex
caposegreteria Alberto Losacco), Piero Martino e per
quello di Veltroni, Vinicio Peluffo. Walter non ha
potuto fare a meno anche del suo caposegreteria in
Campidoglio, Walter Verini, e del responsabile del sito
Internet Francesco Verducci (ex componente
dell’esecutivo Ds) così come Beppe Fioroni ha piazzato
in Campania la sua fedele segretaria, Luciana Pedoto.
Meno fortunata Rosy Bindi che per il suo fido Salvatore
Russillo non ha ottenuto un posto sicuro in Basilicata.
Insomma, il carattere di novità delle liste Pd è un
concetto relativo. Non solo perché Matteo Colaninno,
Daniela Cardinale e Maria Anna Madia sono
rispettivamente figli del patron di Piaggio, di un ex
ministro delle Comunicazioni e di un organizzatore di
una lista civica per Veltroni. O perché il «partito
delle mogli», da Anna Serafini ad Anna Maria Carloni, è
lungi dall’ammainare bandiera. Un dato di fatto
rilevante è la tendenza a rigenerarsi (o per meglio dire
riciclarsi) di una certa classe politica. Se si
analizzano alcune posizioni «in bilico» nelle varie
Regioni, si scoprono nomi che totalmente nuovi non sono,
a prescindere dal fatto che abbiano più o meno varcato
le soglie del Parlamento. Ad esempio, nel Lazio alla
Camera al posto 15 è stato candidato Pietro Tidei. Già
deputato nella XIV legislatura, già sindaco di
Civitavecchia e di Santa Marinella, da 40 anni «signore
dei voti» del Pci-Pds-Ds nell’Alto Lazio. Nel maggio
2006, dopo che era risultato il primo dei non eletti
alla Camera, i suoi seguaci si piazzarono sotto il
Botteghino reclamando per lui un posto da
sottosegretario. Niente da fare, fu «risarcito» (si fa
per dire) con la presidenza di Ferservizi, una
controllata delle Fs gestite dal cigiellino Mauro
Moretti. È andata meglio a Renzo Carella, consigliere
regionale e dominus di Colleferro, candidato al posto
numero 9. Lo stesso discorso vale per Alberto Tedesco al
Senato in Puglia. Si definisce «socialista dall’età
della ragione». In circa 30 anni di carriera l’attuale
assessore alla Sanità della giunta Vendola è stato
componente del Psi, del Nuovo Psi, dei Socialisti
autonomisti, dello Sdi dopo Bertinoro e ora del Pd,
anche questa è una novità. Anche l’operaio Iveco Alberto
Tosa, candidato in Lombardia II non è proprio estraneo
alla politica, essendo sindaco di Saviore dell’Adamello.
In Veneto II si trova Lorenzo Biagi già candidato
perdente alla presidenza della Provincia di Treviso. In
Veneto I Daniela Sbrollini, segretario provinciale dei
Ds vicentini e Angelo Guzzo, vicesegretario regionale
della Margherita. In Lombardia I, con poche possibilità
di farcela, c’è il giovane segretario milanese dei Ds,
Pierfrancesco Majorino seguito dal suo omologo monzese
Pippo Civati. In Lombardia II si trova Enrico Dioli, ex
Cisl, ex presidente della provincia di Sondrio e numero
uno della Margherita locale. Scendendo in Emilia si
ritrova il sindaco di Imola, Massimo Marchignoli al
posto numero 18 alla Camera, mentre la vicepresidente di
Legacoop Bologna Rita Ghedini è «eleggibile» al Senato.
In Umbria il giovane Carlo Emanuele Trappolino, già
coordinatore dei Ds di Orvieto, dovrebbe farcela. In
Toscana al numero 21 Tea Albini, in politica al ’76 e
assessore al Bilancio del Comune di Firenze, si trova 4
posti dietro Rosa De Pasquale, focolarina e candidata
alle primarie del Pd.
LE FOLLIE DI ALESSANDRO
Pronti......... Via !
Silvio IV in campo con il suo impero dei 21! Dodici monetizzati e
nove poltronizzati !? Il "fronte della Gioventù" dei 21 questa volta
è davvero GIOVANE, non fosse per Silvio, 71 anni, Altero Matteoli 68
anni e un Umberto Bossi 66 anni che vecchio non è, ma "passato" lo è
da tempo !? Avere conferito a Umberto le RIFORME e FEDERALISMO è
abbastanza ironico ed irriverente !? Il resto della Giovane squadra
lo è davvero anche di fatto! Abbiamo quattro splendide signore a
sostegno del gentil sesso, per il concetto "poche ma bone" !? Silvio
VI e lo squadrone del "fronte della gioventù" da oggi avranno 1825
giorni per dimostrare che il BELPAESE può cambiare rotta, per
tradurre in FATTI le tante PAROLE e PROMESSE di una campagna
elettorale che ha prodotto risultati senza precedenti ! Silvio IV ha
; uomini, numeri, seggi e quanto indispensabile a GOVERNARE il
BELPAESE! I Comunisti, confinati a S.Elena, non possono più né
mangiare bimbi, né corrompere magistrati, giudici o condizionare le
TV !? Da oggi, si parte! Una SQUADRA GIOVANE e dinamica, pronta ad
affrontare scatti, fughe o tenuta sulla distanza ! Boos Silvio
dichiara; ci aspetta una gara molto dura e DIFFICILE, ma l'Italia
può VINCERE e noi VINCEREMO !!! Pronti....... VIA !!! La bandierina
si abbassa e tutti, illusi e disillusi sono già con ANSIA ed occhi
spalancati sul filo di lana dell'arrivo !? Questa GIOVANE ITALIA
riuscirà a tenere il ritmo dei concorrenti Europei senza far uso dei
soliti "aiutini" che poi ai controlli doping di Bruxelles ci
escluderebbero ???? Pronti VIA....! Con ottimismo ed entusiasmo al
grido di FORZA ITALIA ! ! ! Alessandro Consonni
La crisi della democrazia Si
ripropone oggi quello che era avvenuto nelle Polis greche,dove solo
i cittadini originari godevano dei diritti politici,o nel tardo
impero romano dove un editto condannò le classi sociali ad una
sostanziale immodificabilità della condizione di nascita al mestiere
di appartenenza. Ricordiamoci che queste furono le condizione che
precedettero l’indebolimento della democrazia ad Atene e il crollo
rovinoso dell’impero romano. “La crisi della democrazia”, pubblicato
in Italia con la prefazione di Gianni Agnelli. denunciava una
debolezza strutturale delle democrazie uscite dagli anni 60 con la conseguente perdita di credibilità
e di autorità. “Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti,
che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito
altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento;
probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche
tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica;
probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio
delle libertà personali”. Era l’annuncio di una spallata al sistema
di governo democratico seguendo le tappe di un cammino programmato
molto tempo prima. Il metodo importa il superamento delle ideologie
e del sistema democratico dell’alternanza.
I meccanismi tradizionali dell’assetto democratico repubblicano sono
in rapida dissoluzione e sono l’anticamera di una forma di governo
che maschera una dittatura nelle forme apparenti di una democrazia
partecipativa.
Scriveva negli anni 70 un docente universitario americano, Kenneth Bouldin: “Si può perfettamente concepire un mondo dominato
da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute
le forme esteriori del governo democratico. In questa logica va
inquadrata la spinta per la creazione di un partito unico mondiale
,un’ oligarchia trasversale che riunisca in una unica organizzazione
politica ex appartenenti a partiti di ispirazione ideologica diversa
e che vengono accomunati dalla gestione del potere,dove una
schiacciante maggioranza che spazia disinvoltamente da Destra a
Sinistra governa un popolo sempre più povero e smarrito . Sigismondo Panvini
(siciliainformazioni)
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