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VERGOGNA!!!!!!!!!!!!
Si e' appreso dalla trasmissione radio FOCUS
ECONOMIA' della redazione RADIO 24 del Sole 24
ORE condotta
da
Sebastiano Barisoni, che ieri in Parlamento i
nostri "bravi" parlamentari (TUTTI QUANTI) hanno
approvato un emendamento, (TENUTO BEN NASCOSTO
TRA ALTRE LEGGI
IN APPROVAZIONE) sulla cosiddetta "Legge
mancia", portando da € 50.000.000,00 a
€150.000.000,00 il benefit relativo alla parte
dell'indennità
spettante ad ogni singolo parlamentare eletto
nel proprio territorio di competenza.
MESSINA SEDE REGIONALE DEL
MOVIMENTO PIU
La decisione assunta al termine di una Assemblea
con Nicola Lombardo, Segretario Generale del
Coordinamento nazionale dei Movimenti, di un
gruppo rappresentativo di pensionati siciliani
convenuti a Messina. Prevista ad Aprile a
Pergusa (En) una Convention regionale dei
pensionati siciliani. La nuova Sede
dell’Associazione sarà in Via Uberto Bonino e
disporrà di un ampio salone per le riunioni e di
locali per le attività di segreteria. I primi
documenti diffusi on line dal Movimento
Pensionati Italiani Uniti non lasciano dubbi
sulle sue intenzioni: difesa della categoria ad
oltranza, incominciando ad attaccare
l’abolizione della perequazione delle pensioni.
Per l’MPIU in una proiezione a 10 anni questo
provvedimenti produrrà un esercito di nuovi
poveri, nell’immediato una contrazione dei
consumi da parte di una fascia di popolazione
che si sente minacciata e che non riesce a
nutrire fiducia nel proprio governo, malgrado le
dichiarazioni favorevoli che giungono da diverse
parti politiche. Purtroppo, calcolatrice alla
mano, i conti non tornano per i Pensionati
italiani e l’operazione appare sbagliata anche
dal punto di vista di una intelligente manovra
di politica economica. E’ un togliere liquidità
a fasce di popolazione che hanno una alta
propensione ai consumi lasciando invariati i
redditi dei ceti che hanno minore propensione
agli acquisti. Come dovranno crescere i consumi?
“Questa bravata contro i Pensionati servirà solo
a dare soldi all’ingordo sistema bancario –
dicono i Pensionati – ma di investimenti, di
giovani, di Mezzogiorno, non c’è sentore”.
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De Rita: "Meritocrazia senza spazio nella
piramide del potere"
.......CONTINUA
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Stipendi parlamentari stop alla norma sui tagli. Un emendamento li ridurrà. La manovra prevede che entro dicembre si arrivi all'adeguamento con i compensi medi europei delle cariche elettive. Gli interessati hanno parlato di decisione che "lede l'autonomia del Parlamento".
san filippo del mela, nel messinese
Ex Sacelit, bonifica lenta e
controlli al palo
«La bomba amianto fa ancora paura»
Nania (comitato vittime): «Operai e famiglie risarcite ma in tanti continuano a morire e si temono nuovi casi. Asp 5 senza fondi, verifiche sanitarie mai iniziate»
MESSINA - Il lavoro che si trasforma in tragedia. È accaduto e accade in provincia di Messina dove gli operai che lavoravano in una fabbrica che utilizzava amianto continuano a morire anno dopo anno. Fino ad oggi sono centoquattro gli operai e i loro familiari morti e un altro centinaio sono malati per le fibre killer di asbesto e la bomba ecologica ancora non è stata disinnescata: la bonifica infatti non è terminata e circa quattromila persone che abitano nei dintorni sono potenzialmente a rischio. Nonostante le pressioni degli ex lavoratori riuniti in un comitato però le istituzioni non hanno ancora iniziato i controlli sanitari tra i cittadini e molti altri operai di altre aziende della zona hanno iniziato ad ammalarsi, alimentando nuovi dubbi e paure.
SEDICI MILIONI DI RISTORI - La fabbrica si trova in provincia di Messina, a San Filippo del Mela, ed è l’ex Sacelit, legata alla famiglia Presenti, proprietaria della Italcementi. In questi anni dalla chiusura avvenuta nel 1993 il comitato ‘Ex esposti amianto e ambiente” guidato dall’ex dipendente Salvatore Nania e assistito dall’avvocato Corrado Martelli, è riuscito ad ottenere risarcimenti dall’azienda per 16 milioni di euro. «L’azienda – ha spiegato Nania – ha ammesso la sua responsabilità e non si rifiuta di dare i risarcimenti a ex dipendenti e familiari morti o malati. Nessuna cifra però potrà mai valere quanto la vita dei miei colleghi morti».
15 ANNI DI RITARDO -La bonifica dell’azienda è iniziata solo tre anni fa con 15 anni di ritardo rispetto alla chiusura definitiva dello stabilimento nel 1993. «Per molti anni nei terreni attigui all’azienda – spiega Nania - erano sotterrati centinaia sacchi di iuta con migliaia di tonnellate d’amianto e vasche di decantazione pieni di fanghiglia dove era presente eternit. Molto spesso i rifiuti dell’amianto venivano inoltre gettati in mare e riteniamo che inizialmente venissero anche scaricati nei torrenti vicini. Inoltre, ancora molto amianto è sotterrato all’interno della fabbrica e una bonifica definitiva non sarà facile, noi vigileremo sulle operazioni».
«DEPOSITO ALIMENTARI» – «Da sottolineare - dice ancora Nania - che, nonostante quanto fosse accaduto i capannoni dell’azienda dopo la sua chiusura sono stati utilizzati da una ditta come deposito di generi alimentari, ma un controllo ha fatto emergere la presenza di fibre di amianto che si trovavano proprio accanto agli alimenti».
«CI RIVOLGEREMO AL PREFETTO ALECCI» - «Siamo molto preoccupati – ha aggiunto il presidente del comitato -: secondo i recenti dati scientifici anche una fibra di amianto può provocare un cancro anche decine di anni dopo. Accanto all’ex Sacelit sarebbero in teoria a rischio moltissime persone che risiedono nei pressi della fabbrica. L’Asp 5 di Messina nonostante abbia siglato con noi un anno fa un accordo nel quale erano previsti dei controlli sanitari per le famiglie della zona, non ha ancora iniziato perché dice di non avere fondi a sufficienza. E’ una cosa gravissima e ci rivolgeremo al prefetto di Messina Francesco Alecci per chiedere un suo intervento”. «Inoltre –prosegue Nania - ci sono centinaia di edifici dove con tetti in amianto e in altre fabbriche della zona venivano lavorati materiali come il Talco che contiene il minerale killer. Ci potrebbero essere lavoratori di altre aziende a rischio, per questo abbiamo chiesto l’intervento della Regione e dell’Asp per estendere i controlli sanitari ad aziende di comuni vicini come l’ex Pirelli, la raffineria e la centrale elettrica di Milazzo o le Ferrovie».
«MAI UNA MAPPATURA: IL CASO GIAMMORO» – «Ancora oggi in Sicilia – afferma ancora l’ex dipendente della Sacelit - non esiste una mappatura dei territori dove è presente ancora amianto. Fino a quando non ci sarà un serio monitoraggio non si potrà intervenire sui tetti esposti al rischio di piogge, forti venti e grandinate che abbattendosi sulle coperture di amianto rilasceranno fibre o microfibre invisibili all’occhio umano. Molto spesso aziende e famiglie non hanno i soldi per sostituire i tetti in cattive condizioni e lo Stato dovrebbe intervenire, venendo incontro alle persone per aiutarle. A Giammoro, nel messinese, esiste ad esempio un ex fabbrica dismessa con il tetto in eternit già tutto sfilacciato e accanto hanno fatto una piazza dove giocheranno i bambini. Il proprietario non ha il denaro per togliere l’eternit, ma il Comune non vuole aiutarlo».
MODIFICHE LEGGE ESPOSIZIONE AMIANTO – Infine il comitato ex esposti amianto e ambiente sta cercando di introdurre modifiche alla legge nazionale sull’esposizione all’amianto perché questa ha causato delle discriminazioni tra gli operai. Quarantasei lavoratori dell’ex Sacelit infatti non hanno avuto risarcimento, e l’azienda ha versato loro solo una cifra simbolica in quanto la malattia non era stata certificata nei tempi previsti. Altri quaranta operai poi non hanno ottenuto i benefici pensionistici perché sono stati impossibilitati a presentare tutta la documentazione nei termini perentori. «Per questo stiamo sollecitando un disegno di legge nazionale che permetta agli ex esposti amianto di andare in pensione avendo riconosciuti più anni e quindi avere una maggiore retribuzione. A gli operai dell’ex Sacelit che non avevano ottenuti i contributi pensionistici siamo riusciti intanto a far avere loro 700 euro una tantum».
CULTURA DELLA MORTE- «Il problema generale - conclude Nania- è che nei confronti dell’amianto c’è stata molta approssimazione, sia prima che non si conoscevano gli effetti devastanti, ma anche ora. Basta girare per le strade per vedere quanti tetti di amianto ancora ci sono tra gli edifici, speriamo che il governo nazionale e quello regionale affrontino seriamente il problema, affinché ai nostri figli e nipoti non accada quello che è accaduto a noi. E da una cultura di morte si passi così ad una cultura di vita. Io sono malato, ma la cosa che mi lascia più esterrefatto è vedere i miei colleghi morire uno dopo l’altro».
Gianluca Rossellini - Corriere della Sera
LA TENTAZIONE DI TACERE PUO’ ESSERE UN ERRORE FATALE di Giovanni Frazzica
Pur credendo di averne viste di tutti i colori e ritenendomi vaccinato ad ogni possibile nefandezza che potesse emergere dalla politica, sconcertato mio malgrado da alcune notizie, avevo deciso di fermarmi. Leggevo infatti sul Corriere: «Berlusconi - ha detto Bocchino - ti ha scelto per fare il killer. Dicci quanto ti paga». «Il tuo stipendio - rispondeva Sallusti - lo pago io, lo pagano gli italiani. Mangi sui soldi pubblici, sei un mantenuto». Da vomito. E sul fronte del Centrosinistra: “Chi paga le multe alle auto blu? Lite nel Pd, il conto è di 7000 euro di multe da pagare e altri debiti, per un totale di 21mila euro, ereditati dal gruppo della Margherita. È il conto intorno al quale litigano i deputati del Pd all'Ars. Parte del debito è costituita da contravvenzioni elevate alle autoblù. In particolare ci sono 3.700 euro di multe che gravano sulla vettura che era nella disponibilità di Francantonio Genovese”. Articolo di la Repubblica firmato Emanuele Lauria. Mi ero fermato, troppo squallore. Poi una mia amica su facebook mi ha mandato questa frase di Martin Luther King: “La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano”. E così mi sono riattivato ed ho visto che la stampa italiana, che spesso ci scodella in prima pagina le morbose prodezze del Cavaliere, le liti e gli scandali, pubblica anche qualche notizia seria su cui imbastire un ragionamento del tipo: “Col titolo di studio si fa ancora fatica a trovare lavoro. Università, crollano le iscrizioni, tra i laureati è allarme lavoro nero”. Se il Pd abbandonasse la tentazione veltroniana del vincere facile, di furbizia, depredando dei loro miseri averi i compagni di viaggio. Se il Pd capisse che non può nascondere Prodi, come un vecchio e scomodo amante e tirare fuori l’inamidato Fini per vincere le elezioni. Se il Pd capisse che non può raccogliere le firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi e mandare in giro inquisiti e condannati che a loro volta non si dimettono. Se il Pd capisse ….. Ma il Pd è come la Libia, c’è quello di Bengasi e quello di Tripoli e poi ci sono le diverse tribù. Su un’unica cosa sono uniti e solidali i suoi parlamentari: la paura di non essere rieletti. Essendo questo il loro principale obiettivo le altre cose sono subordinate. Si abbaia molto (soprattutto davanti alle telecamere) e si morde poco, nel tentativo di qualificarsi come difensori del popolo contro il Tiranno, quindi per mantenere il diritto a essere riconfermati, non come forza politica, ma proprio come uscenti, come persone. E’ ingannevole quindi dire che basta mandare a casa Berlusconi per risolvere i problemi italiani, quando è noto che coloro che stanno fingendo di combatterlo acquisiscono in realtà falsi attestati di merito che li portano in testa alle liste dei “nominandi” nuovi parlamentari. Passando ad altro tema pare che il Ministro Bondi, che dovrebbe guidare uno dei settori trainanti per l’economia del Paese, il Ministero dei Beni Culturali, da circa quattro mesi è preso dall’amarezza delle sue vicende personali e non tira la carretta, minaccia di dimettersi, ma non lo fa. Da ieri Bulgari non è più italiana, la Fiat non lo è più da un pezzo, l’Eni rischia di lasciare qualche zampetta in Libia, dove Finmeccannica subisce gravi danni e Impregilo può rompersi l’osso del collo, per non parlare di altre grandi anche se meno note imprese ivi impegnate. In una situazione di questo genere c’è da chiedersi chi può dare una risposta ai giovani che hanno lo spettro del lavoro nero e l’incubo della disoccupazione. Ed ancora, in un Paese in cui le strutture portanti dell’economia cedono o si globalizzano, il “Partito della Nazione” di Casini è riferito a quelli che parlano la stessa lingua? E, in una tale congiuntura, se l’unico soggetto che negli ultimi quindici anni ha dimostrato di avere delle sembianze che assomigliano, sia pure vagamente, a quelle di uno statista è Romano Prodi, il Pd cosa aspetta a tirarlo fuori dalla naftalina, che vengano i marines di Obama con gli elicotteri Apache a portarlo direttamente al Quirinale?
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Mondo Nuovo è su Facebook
Anche CittadinanzAttiva,
Vince Messina e Movimento Popolare Siciliano sono su
Facebook
.......continua |
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LE FOLLIE DI
ALESSANDRO
Obama pensa all'America, Silvio a Kakà!
Finalmente svelate le vere ragioni per le quali il
Premier ha dovuto rinunciare all'insediamento di Barack
Obama: vendere o NON vendere Kakà ??? Questo è il
problema! Il pensiero di negare al «Popolo Milanista» il
suo beniamino deve aver tolto sonno al povero Cavaliere;
immagino che angoscia avrà avuto al vertice di Sharm el
Sheikh per non aver potuto presenziare alle trattative!?
Fortunatamente, Silvio è riuscito a riportare la pace in
Medio Oriente!? Comunque tutto è bene ciò che finisce
bene: Kakà resta al Milan e l'America onorerà oggi il
suo nuovo Presidente «bello ed abbronzato» senza la
presenza del nostro Premier che s'è persa la diretta di
un'evento epocale! In fondo si tratta solo di un figlio
di schiavi che è riuscito ad occupare quella Casa Bianca
che i suoi avi avevano costruito come muratori in
catene! Sentimentalismi da «festa dell'Unità
Americana»!? Così deve aver pensato Silvio snobbando
l'insediamento di Obama che il resto del mondo guarda
con interesse, trepidazione e speranza di cambiamento
vero! Gli Stati Uniti, popolo classista e razzista pur
di risollevare l'America hanno avuto il coraggio di un
capovolgimento storico paradossalmente incredibile;
questo «abbronzato» di 48 anni, giovane, sportivo,bello,
alto, rappresenta l'icona di un mondo che vuole e deve
cambiare i parametri e le regole imposte da quelli
vecchi, sovrappeso, siliconati, piccoli calvi
costantemente abbronzati e con protesi dentarie
finlandesi!?!?!? Questo «ragazzo abbronzato» di Honolulu
ma originario del Kenya comincio a pensare che non solo
cambierà l'America ma darà qualche serio problema a
quelli «piccoli» che sposano le top-model, amano il
calcio mercato e giocano a risico da presidenti !?!?
Alessandro Consonni
...continua
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GABBIE SALARIALI, IL
SILENZIO DI TREMONTI di Giovanni Frazzica
Gabbie Salariali: il
lavoro sporco lo ha fatto Bossi con le sue dichiarazioni
ferragostane incastonate in una serie di argomenti finti (inni,
bandiere, sottotitoli, dialetti ) buttati lì, un po’ per fungere da
cortina fumogena, un po’ per carezzare l’elettorato leghista.
Tatticismi. I meno sprovveduti capivano che i ruggiti del senautùr
erano l’eco delle preoccupazioni della Marcegaglia e servivano da
apripista all’entrata di Sacconi, il duro intelligente della squadra
del Nord. Ora il quadro è quasi completato, ma il lavoro per coloro
che vogliono fare la resistenza contro le Gabbie Salariale è
diventato, con l’entrata in campo di Maurizio Sacconi, molto più
difficile. Il Ministro del welfare infatti non usa la clava bossiana,
ma la carota degli incentivi fiscali da concedere a quelle imprese
virtuose che applicheranno i nuovi contratti con i parametri che
tengono conto della territorialità e della produttività e rendono
“meno invasiva” la contrattazione nazionale. In pratica significa
che non crescerà più la voce base dello stipendio per categoria e lo
stesso lavoro verrà pagato in maniera differente a seconda di dove
lo fai, quindi non più in relazione ai rischi, alla professionalità,
al logorio etc. etc. Il che significa Gabbie Salariali e, malgrado
l’introduzione del termine “territorialità” sappiamo benissimo, per
esperienza supportata dalle statistiche, che basta tracciare una
linea un poco al di sotto di Roma per vedere che è concentrata tutta
al Sud l’area negativa di influenza della nuova contrattualistica.
Perché i più avveduti stanno insorgendo contro questa manovra? E’
iniqua sul piano sociale perché accentua le discriminazioni, anziché
colmarle. Al nord c’è un maggior costo della vita, calcolato intorno
al 16%, ma, già ora, il livello retributivo medio, secondo una
rilevazione condotta dal Centro Studi della CGA di Mestre, è
superore del 30%. A questo andrebbe aggiunto che al nord i
lavoratori sono assistiti da servizi (mense, asili nido, trasporti,
spacci aziendali, cral, piscine, palestre etc) erogati spesso
gratuitamente, a prezzo politico o sotto forma di benefit ed anche
che, generalmente, tutti i membri di una famiglia lavorano e,
talvolta, qualcuno ha anche il doppio lavoro. Il Sud si
caratterizza, purtroppo, per le famiglie monoreddito, quindi
immaginate cosa succederà a livello di sistema se la riforma
Bossi-Sacconi andrà in porto. In un sistema economico a due velocità
immettere, attraverso un tortuoso marchingegno di aumenti salariali
differenziati, una maggiore liquidità dove c’è già una grande massa
monetaria circolante significa far aumentare la propensione al
consumo, far lievitare ancor di più i costi. (Ovviamente anche
mantenere o fare aumentare il benessere locale). Al contrario al Sud
il fenomeno farà accentuare la depressione in atto, perché anche
pochi euro in meno sulla busta paga del singolo lavoratore,
moltiplicati per milioni di soggetti incidono enormemente sulla
massa monetaria circolante e sulla psicologia dei consumatori
meridionali, accentuando la loro insicurezza. E per questo che
Tremonti tace, uomo dalle grandi ambizioni, che dice di ispirarsi a
Colbert e a Cavour, capisce certamente che i suoi compagni di
cordata lavorano bene per il breve periodo, per vincere le elezioni
regionali nel triveneto, ma gli stanno sfasciando l’Italia. Che
tristezza dovere assistere, in un Paese che è stato la culla della
civiltà, della cultura e la patria del diritto, al materializzarsi
di forme di discriminazione abominevoli che poggiano sul forte
egoismo di pochi e sulla diffusa debolezza di molti. E condannano
milioni di cittadini italiani a vivere in uno stato di perenne
insicurezza, altro che diritto alla felicità. Sarà paradossale, ma i
problemi del Sud si risolveranno quando il Presidente della Regione
Lombardia sarà uno “bello abbronzato”. Yes we can!
Politica

Politica senza cuore e senza rancore, ma col
fattore C
di
Giovanni Frazzica -
I messinesi sono politicamente fortunati, ma non
se ne rendono conto. Inclini al disfattismo e
con una bassa propensione all’autostima, non
fanno altro che mugugnare e borbottare da mane a
sera. Ingrati !, soprattutto nei confronti di un
Sindaco che includendo nella sua compagine di
governo delle donne brave, giovani e simpatiche
ha reso più gradevole e stimolante l’attività
amministrativa. Infatti gli Assessori maschi di
Palazzo Zanca fanno cose da pazzi per essere
all’altezza delle loro colleghe che, non so se
ci avete fatto caso, assomigliano un po’ alla
Garfagna ( Pinella Aliberti ) e alla
Prestigiacomo ( Elvira Amata ). Sono un po’
“delle veneri tascabili” rispetto alle loro
colleghe romane, ma che importa, per una
rappresentatività di dimensione locale sono più
che sufficienti. E il buon Peppino Buzzanca,
anche se non dovesse riuscire a combinare nulla
di buono (cosa assai probabile con la situazione
finanziaria che si ritrova), per aver concepito
questa Giunta, è già degno di entrare nella
Storia della Città. E che dire poi del leader
dell’opposizione che fino a ieri era la
rappresentazione locale del veltrusconismo e che
ora vuole assumere anche alcune caratteristiche
proprie di Romano Prodi? Si, proprio di Prodi,
è stato Genovese in persona a svelare
involontariamente questa sua propensione. Nel
corso di una recente riunione del Pd, nel
tentativo di replicare a coloro che gli avevano
rivolto delle critiche, per mostrarsi superiore,
ha affermato che i suoi maestri gli hanno
insegnato che “la politica si fa senza cuore e
senza rancore” e lui si muove nel solco di
questo fondamentale insegnamento. Che pena per
coloro che non hanno avuto altrettanti buoni
maestri e che si sono impegnati, sacrificati e
qualche volta anche immolati, per seguire un
ideale, una passione, una ideologia. Ma come si
fa la politica senza cuore? Nel Paese del
festival di San Remo, dove il cuore fa rima con
amore, non si può escluderlo e non sostituirlo
con nulla. E allora il nostro ha mutuato da
Prodi il fattore C, che poi è quella cosa che
quando viene riferita alle modelle si chiama
lato B. Quindi, avendo sostituito nel suo agire
politico il cuore con il fattore che ha tenuto
in piedi Prodi nei passaggi più difficili, ha
finito con l’assumere parte del suo spirito, per
cui oggi è una autentica trinità
veltrusconprodiana. Ma questi personaggi che lui
incarna attualmente appaiono un po’ sbiaditi.
L’uomo del giorno è Obama. Molti vogliono
sentirsi o sembrare come lui, soprattutto nel
mondo della sinistra. In pole position in questo
momento c’è il Prof. Saitta. Nei giorni caldi
della campagna elettorale è andato per dieci
giorni in America, un viaggio avvolto dal
mistero. Al ritorno ha iniziato una dieta rigida
ed un severo allenamento sportivo. Per sopperire
alla mancanza di sole estivo fa un uso massiccio
della lampada. Ieri, nel cortile
dell’Università, alcuni suoi studenti lo hanno
sorpreso mentre canticchiava “vorrei la pelle
nera”. Non lamentatevi messinesi, in originale o
in copi, avete proprio tutto.
Riparte CittadinAnzattiva.
Al centro della propria azione la tutela dei
cittadini.
Si è svolto a Roccalumera il Convegno di
CittadinanzAttiva
Sicilia.
Organizzato dal Coordinamento Provinciale di
MESSINA e tenutosi Venerdì 16 aprile 2010
alle ore 16.00 presso il Parco letterario
Salvatore Quasimodo Via di Bella
ROCCALUMERA sul tema: “Lo Statuto tradito:
l’art. 32 – I beni del demanio dello Stato,
comprese le acque pubbliche esistenti nella
Regione, sono assegnati alla Regione, eccetto
quelli che interessano la difesa dello Stato o
servizi di carattere nazionale.” Dopo
l’intervento introduttivo del dott. Giuseppe
Pracanica, Coordinatore Provinciale di
CittadinanzAttiva, l’ avv. Carlo Mastroeni ha
portato i saluti della Presidenza del Parco
Letterario Salvatore Quasimodo. Subito dopo sono
intervenuti i relatori: L’On. prof. Maurizio
Ballistreri, Docente Facoltà di Economia
all’Università di Messina, ha trattato il
tema:“L’art. 32: ipotesi di attuazione”; il
dott. Giuseppe Greco, Segretario regionale di
CittadinanzAttiva, ha parlato de: “L’impegno di
CittadinanzAttiva Sicilia per l’attuazione dello
Statuto”; il Prof. Andrea Romano, Preside
Facoltà Scienze Politiche dell’Università di
Messina ha sviluppato il tema: “L’art. 32:
genesi storica”. Al Dibattito Coordinato dal
dott. Giovanni Frazzica, Procuratore dei
cittadini – CittadinanzAttiva, è intervenuto
l’On. Gioacchino Silvestro, già componente della
commissione paritetica Stato-Regione e l’On.
Antonio D’Aquino. In sede di conclusioni è
intervenuto il Dr. Piero David.
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FURBETTISMO, NUOVA FRONTIERA DELLA POLITICA
di
Giovanni Frazzica
Il
secolo che sta alle nostre spalle, il
cosidetto secolo breve, ci ha fornito una
ampia collezione di “ismi”, quei suffissi
che servono a formare parole composte,
usatissime nella terminologia politica,
spesso con tono spregiativo. Citiamo i più
diffusi? Nazismo, fascismo, stalinismo,
leninismo, troskismo, franchismo, gollismo,
trasformismo, peronismo, populismo. Questi
termini vengono considerati in maniera
negativa perché rappresentano in alcuni casi
l’antitesi e, in altri, una variante
rispetto ai concetti di democrazia e di
libertà. In maniera diversa sono giudicati
invece il socialismo, il popolarismo, il
comunismo ed il liberalismo, movimenti
politici nati per concorrere a determinare
gli equilibri del sistema democratico.
Tant’è che per denotare la loro eventuale
degenerazione si parla di “socialismo
reale”, di “comunismo totalitario” o di
“liberismo sfrenato”. Ma, ahimè, per volere
dei moderni soloni della politica tutta
questa è materia da archiviare, roba del
secolo scorso. Veltroni tutto questo
armamentario di ismi, indiscriminatamente,
senza distinguere tra buoni e cattivi, lo ha
sepolto sotto le macerie del “voto utile”,
creando, alla sinistra del Pd il vuoto
parlamentare. Se si dovesse votare domani,
ammesso che siano reali i suoi sondaggi che
danno il suo Pd al 30%, chi gli porterebbe
il 21% mancante per fare maggioranza? Questo
Ahmadinejad del Testaccio ha negato il
diritto all’esistenza di culture con più di
cento anni di storia, per sostituirle col
culto della personalità, la sua. Ispirato
dal solerte Bettini e da Franceschini ha
confezionato un pacchetto di suggestioni che
avrebbero dovuto convincere gli italiani a
votare massicciamente per loro, vincitori
delle primarie, liquidatori del Governo
Prodi, artefici, nei loro sogni, di una fase
epocale di cambiamento, sulla scia di Obama,
il mito planetario dei democratici
americani. Quella sua richiesta a mezzo
slogan di cambiamento (change! change!
gridavano i Veltroni boy’s alle
manifestazioni del Pd), tradita dalle liste
infarcite di mogli, figli, cognati, amiche,
amici e portaborse, ci ha regalato la più
forte compagine di centrodestra che l’Italia
abbia mai avuto dal dopoguerra. Ben presto è
stato svelato il fragile e poco esaltante
contenuto del retrobottega di questo
apparato e oggi tutti, siano essi miracolati
o scontenti, si interrogano sul loro futuro.
I più attrezzati provano a fare le correnti,
altri cercano scampo in altri lidi, molti si
rifugiano, anche mentalmente, su un
immaginario Aventino, aspettando tempi
migliori. Ma i parlamentari sanno di non
avere delle ere geologiche per organizzare
le loro rielezioni, bisogna trovare un
sistema intelligente per superare questa
crisi e, se l’intelligenza latita, si vada
avanti col suo surrogato: la furbizia.
Potrebbe appunto essere il Furbettismo il
nuovo movimento politico di questo secolo
che in Veltroni e nei suoi epigoni troverà i
suoi profeti. La prima trovata, copiata dal
salvataggio Alitalia, potrebbe essere la
creazione del “bad party”, un soggetto
politico su cui caricare errori, colpe e
debiti. Le cose che contano verranno poste
in salvo altrove. E c’è già chi sta pensando
ad un nuovo simbolo ed un nuovo nome.
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Incidenti sul lavoro: Panarello (PD), istituire commissione d’indagine all’Ars“Le istituzioni regionali non possono assistere immobili allo stillicidio delle morti sul lavoro in Sicilia e limitarsi alla solidarietà alle famiglie. Proporrò alla commissione lavoro dell’ARS l’istituzione di una Commissione d’indagine sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, per verificare l’operato degli enti preposti e stimolare il concorso di tutti gli attori”. Lo dice Filippo Panarello, deputato regionale del PD. “Occorre fronteggiare una situazione che ha superato abbondantemente i livelli di guardia: il governo della regione deve imprimere una forte accelerazione all’attività degli enti preposti al controllo della sicurezza e alla prevenzione nei luoghi di lavoro. Bisogna incrementare gli ispettori della Regione e delle ASL e il presidente Lombardo, senza ulteriori ed ingiustificati ritardi, deve istituire la Commissione consultiva permanente e il Comitato regionale di coordinamento per le attività di prevenzione e di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, così come previsto dal Testo Unico nazionale”.
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VOTARE WALTER, MA ANCHE
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Nascita e morte del compromesso storico
di Giorgio Frasca Polara
QUANDO UN AMICO
CI LASCIA
(continua) |
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Sig
Direttore, Tremonti, dismessa la finanza creativa, va predicando,
con toni pontificali, la finanza e l’economia etiche. Ma predica
bene e razzola male. Giorni fa si era indignato per il tentativo di
depenalizzazione i reati fallimentari. Aveva persino minacciato le
dimissioni, e lo stesso Berlusconi era caduto dalle nuvole, non ne
sapeva assolutamente nulla. Ma era solo una sceneggiata…milanese. La
salvamanager, la salvabancarottieri, fra i quali Tanzi, Cagnotti,
Geronzi, è stata riscritta, e firmata da Tremonti. Si ripropone,
seppure edulcorato, il meccanismo di salvataggio dei più spudorati
speculatori. Ora il ministro non può nascondersi dietro il carneade
di turno, l’on Cicolani, e se avesse dignità dovrebbe dimettersi. Ma
perché tanta ostinazione? Se questo è un governo amico degli
imprenditori, a prescindere, nello specifico è impegnato a salvare
il soldato Ryan, il ministro Fitto, su cui pende la richiesta di
rinvio a giudizio per il fallimento della Cedis srl. Le leggi ad
personam finora ad esclusivo beneficio del premier/padrone vanno ora
provvidenzialmente a benedire anche i gregari. E il popolo,
intorpidito dalla troppa esposizione televisiva, resta a guardare e
a sognare. EZIO PELINO
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CARROCCIO.
Fido
morde? Il padrone paga pure se era legato.
Di parere diverso il Tribunale di Messina che nel 2005 negò il
risarcimento all'anziano.
Tempi duri per i padroncini
disattenti. Da oggi se il loro cagnolino si azzarderà a sferrare un
morso a qualcuno, saranno guai, pure se la bestiolina era legata. Lo
hanno stabilito i giudici della Corte di Cassazione affibbiando ogni
responsabilità ai proprietari di animali. Saranno loro a dover
pagare i danni al malcapitato anche se avranno fatto tutto il
possibile per scongiurare il peggio. Saranno responsabili pure se
avranno legato Fido a una catena, con accanto il classico cartello
"attenti al cane". Insomma niente più scuse. La Cassazione per
l'appunto ha sottolineato che per liberarsi da eventuali
responsabilità non sarà più sufficiente «la prova di aver usato la
comune diligenza nella custodia dell'animale». Unica ancora di
salvezza, capace di scagionare i padroni sarà solo un evento
«improvviso» e tale da superare «ogni possibilità di resistenza o
contrasto da parte dell'uomo». La Terza sezione civile ha così accolto il ricorso di un messinese 80enne, il
signor Luciano S., il quale nel 2000, entrando in un edificio per
svolgere la sua attività in un frantoio, venne assalito da un
pitbull che Francesco T., il padrone, aveva provveduto a legare con
una catena di tre metri, in un punto distante dal cancello di
ingresso. Secondo la Suprema Corte, che ha accolto il ricorso
dell'anziano morsicato dal pitbull, «la responsabilità di cui
all'art. 2052 c.c., prevista a carico del proprietario o di chi si
serve dell'animale per il periodo in cui lo ha in uso, in relazione
ai danni cagionati dallo stesso, trova un limite solo nel caso
fortuito, ossia nell'intervento di un fattore esterno alla causazione del danno, che presenti i caratteri della
imprevedibilità, della inevitabilità e della assoluta
eccezionalità». Non sarà facile d'ora in avanti per i proprietari di
cani sfuggire alle proprie responsabilità. Perché per liberarsi da
ogni fardello dovranno provare l'esistenza di un fattore, estraneo
alla propria sfera soggettiva, e idoneo a interrompere il nesso
causale, non essendo sufficiente «la prova di avere usato la comune
diligenza nella custodia dell'animale». Diversamente si era espresso
il Tribunale della città dello Stretto nell'ottobre del 2005, quando
aveva negato il risarcimento all'ottantenne. In quell'occasione il
giudice di pace aveva condannato il proprietario del pitbull a
rifondere 2.580 €, sostenendo che chi aveva in custodia il cane
si era speso al massimo facendo dunque il possibile per evitare
incidenti. Ovvero, legando il cane alla catena e mettendo il solito
cartello "attenti al cane" (seppure non visibile a cancello aperto).
Sempre secondo il giudice messinese il signor Luciano S., data l'età
avanzata, nell'occasione avrebbe dimostrato di possedere «minore
prontezza a ritirarsi dall'attacco di un cane legato», ergo...
Considerazioni bocciate dalla Cassazione che ha ribaltato pure la
motivazione secondo cui «un uomo anziano compie un atto decisamente
pericoloso per la sua incolumità se solo varchi un cancello aperto
che dia accesso ad un immobile». Toccherà adesso proprio al
Tribunale di Messina calcolare il giusto risarcimento per il
malcapitato che, oltre al morso della "belva" aveva visto sotto
accusa persino i suoi riflessi. Ma si è preso una bella rivincita.
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