PRIMO PIANO

 Cento anni fa sui cieli della Siberia un'esplosione da mille bombe atomiche
Tra le ipotesi la disintegrazione di un asteroide, ma anche lo «scontro» con un blocco di antimateria cosmica (da www.americandigest.org)
Che un secolo fa, in piena Siberia, si sia verificata un’esplosione equivalente a mille bombe nucleari di tipo Hiroshima, e che quel remoto fenomeno rimanga ancora un problema insoluto, malgrado decine di esplorazioni e ricerche, è uno smacco per la moderna ricerca scientifica. Ma proprio questa è la storia della misteriosa esplosione di Tunguska, che il 30 giugno 2008 compie esattamente 100 anni: tante supposizioni, tanti tenui indizi, e ancora nessuna ipotesi definitivamente provata. Caduta di una cometa o di un asteroide? Esplosione di una bolla naturale di gas metano? Oppure, per scivolare sul fantascientifico, collisione fra il nostro pianeta e un grumo di antimateria? O lo schianto di un’astronave aliena? Sul caso Tunguska, negli ultimi anni, se ne sono lette di tutti i colori, da credibili ipotesi pubblicate su qualificate riviste scientifiche, ad articoli e libri di fiction privi di qualunque fondamento. Il centennale del mistero della Tunguska, ancora oggi irrisolto, merita un’attenta ricostruzione dei fatti.

ACCECANTE COME UN SOLE - Il 30 giugno 1908 alle 7,14 del mattino, quando sull'altopiano siberiano è giorno affermato, appare un oggetto simile a un disco solare, con una luminosità ancora più accecante del Sole. Sfreccia da Sud-Est a Nord-Ovest, riempiendo il cielo di bagliori intermittenti blu e bianchi e lasciandosi dietro una scia di fuoco e fumo. Fende l'aria con un sibilo, poi piega verso il suolo e inonda l'orizzonte di un rosso cupo, prima di scomparire con un sordo boato. Alcuni riferiscono di aver visto distintamente il disco luminoso, contornato da tutti i suoi fenomeni accessori; altri lo percepiscono soltanto indirettamente, come un lampo, una colonna di fumo, un tremendo tuono che fa vibrare l'aria e il terreno. L’oggetto sembra cadere in una zona disabitata, immediatamente a Nord di un corso d'acqua riportato in tutte le carte geografiche, Tunguska, uno di quei grandi fiumi che dalle alture orientali si tuffano nel bassopiano siberiano a ingrossare le acque dello Jenisej. Il paesaggio è quello tipico dell'altopiano siberiano: catene montuose e vallate che si succedono monotone, ricoperte dalla taiga, la fitta foresta di conifere secolari. Tutto attorno, una complessa rete fluviale, punteggiata da paludi malsane. La zona, d’inverno, è il regno delle nevi e dei ghiacci, con temperature che scendono oltre i 50°C sotto lo zero. In quella regione, che ai primi del secolo era in gran parte inaccessibile e in parte abitata da popolazioni di cacciatori nomadi, l'oggetto non identificato sceglie una depressione naturale per scatenare tutta la forza del suo impatto: una conca circondata da colline e montagne e ricoperta da alte conifere. Le esatte coordinate geografiche, determinate 19 anni dopo il fatto, sono 60° 53’ 09” di latitudine Nord; 101° 53’ 40” di longitudine Est.

LA FORESTA CARBONIZZATA - Il disastro è di vastissime proporzioni: circa 2mila km quadrati di foresta bruciata e devastata, migliaia di animali abbattuti e, stando alle testimonianze locali, molti cacciatori e abitanti di povere capanne feriti e ustionati; ma, a quanto sembra, nessun morto. Ancora oggi, a testimonianza di quel cataclisma, resistono centinaia di tronchi di alberi abbattuti e carbonizzati, a indicare con il loro orientamento gli effetti dell’onda d’urto. I fenomeni luminosi sono avvertiti entro un raggio di 600-700 km; quelli acustici uditi fino a mille km di distanza. Per dare un'idea della portata del fenomeno, se fosse accaduto a Roma, sarebbe stato visto da un capo all'altro della penisola e udito da Francoforte a Tripoli, da Barcellona a Belgrado. Il mondo è e rimarrà per parecchio tempo inconsapevole dell'evento, ma i sensibili pennini dei sismografi e dei barografi dell'Europa intera registrano l'accaduto che è interpretato come uno dei tanti terremoti lontani. Molti anni più tardi, saranno gli studi comparativi delle registrazioni sismiche e barometriche, a permettere di calcolare la potenza scatenata dall'esplosione della Tunguska che fu di circa 13 mila kilotoni, equivalente cioè a un migliaio di bombe come quella sganciata su Hiroshima. Le notti successive un altro e più appariscente fenomeno s’impone alle popolazioni europee e asiatiche delle alte latitudini: molte ore dopo il tramonto del Sole persiste una luminosità crepuscolare di straordinaria intensità. I giornali parlano di «fantasmagorici bagliori notturni» e gli astronomi spiegano che, probabilmente, si tratta di aurore boreali connesse all'attività del Sole.

IL CRATERE CHE NON C’E’ - Trascorso il turbine della prima guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica, bisognerà aspettare il 1921 perché un ricercatore del Museo di Mineralogia di Petrograd, Leonid A. Kulik, incuriosito dai ritagli ormai ingialliti dei giornali del 1908, decida di compiere il primo sopralluogo nella zona del disastro. Si reca, innanzitutto, nei centri più popolosi ai margini dell'area colpita, alla ricerca di testimoni oculari, e raccoglie una grande quantità di prove. Riesce a ricostruire la traiettoria del corpo, pensa che si tratti di un grosso meteorite che cadendo a terra ha scavato un cratere e ritiene di poterlo scoprire, recuperando anche i frammenti del presunto corpo celeste. Per aver successo nell'impresa occorre una spedizione ben organizzata, in grado di penetrare tra le foreste e le montagne che circondano il luogo dell'impatto. Kulik impiegherà sei anni per convincere i membri dell'Accademia Sovietica delle Scienze a finanziare l'impresa. Ma la ricognizione non dà i risultati sperati: dopo mille fatiche e difficoltà, lo studioso non trova ne’ il cratere, ne’ i frammenti del meteorite.

COMETA O ASTEROIDE? - Per superare queste contraddizioni, comincia a farsi strada un'idea, avanzata nel 1930 dall'inglese J. W. Whipple, che identifica l'oggetto con il nucleo di una piccola cometa avente circa 40 m di diametro, una stima che sarà poi rivalutata da alcuni astronomi favorevoli a questa ipotesi. Un nucleo cometario, ragiona Whipple, penetrando ad alta velocità nell'atmosfera, può dare luogo a un'onda d'urto e a un'esplosione distruttive e, nello stesso tempo, a causa della sua bassa densità e della sua struttura a conglomerato di ghiacci e polveri, può disintegrarsi completamente, disperdendo una grande quantità di piccoli grani solidi. Si spiegherebbero in questo modo il fenomeno delle notti lucenti, il mancato ritrovamento di grossi frammenti meteoritici e l'assenza di crateri da impatto. Questa, ancora oggi, è l’ipotesi sostenuta da molti scienziati russi. Quelli occidentali, invece, propendono per un piccolo asteroide, anche questo esploso e vaporizzato in aria, tra 5 e 10 km d’altezza, che avrebbe lasciato al suolo soltanto tracce microscopiche.

IL MISTERO IN FONDO AL LAGO - La Tunguska ha attratto l’attenzione anche di un gruppo di studiosi italiani coordinato dal professor Giuseppe Longo, un fisico dell’Università di Bologna. Essi, dopo sopralluoghi e analisi, pensano di avere individuato in un piccolo laghetto denominato Cheko, il cratere scavato da uno dei frammenti del presunto asteroide. L’ipotesi, avanzata in un articolo sulla rivista scientifica Terra Nova (agosto 2007), non è condivisa da altri esperti e richiederà ulteriori esplorazioni sul fondo del lago, alla ricerca di eventuali frammenti del corpo celeste, per essere provata. Fra le ipotesi più stravaganti ne esistono due che tuttavia si basano su studi scientifici qualificati. La prima, elaborata da Willard Libby, lo scopritore della tecnica di datazione col carbonio 14, si basa proprio sull’abbondanza di questo isotopo riscontrata negli anelli di accrescimento degli alberi subito dopo il fenomeno: fatto che viene attribuito alle conseguenze di una possibile annichilazione fra la materia terrestre un blocco di antimateria spaziale venuto a contatto con l’alta atmosfera. La seconda ipotesi esotica, avanzata da un gruppo di fisici dell’Università del Texas, riconduce i fenomeni descritti in Siberia nel 1908 allo scontro fra il nostro pianeta e un mini buco nero, come quelli la cui esistenza è stata postulata dall’astrofisico Stephen Hawking. Il centenario della Tunguska sarà celebrato anche su internet, il 28 giugno 2008 alle ore 22, con una diretta web interattiva tenuta dall’astronomo Gianluca Masi sul sito www.coelum.com


Franco Foresta Martin - Corriere della Sera
(ultima modifica: 27 giugno 2008)
 

Palermo , disamina della sconfitta e appuntamento ai primi di maggio per un vertice con gli stati generali del partito. Nel Pd, "congelato" il processo a Genovese. La scadenza delle Amministrative ha consigliato di rinviare ogni ulteriore motivo di lacerazioni interne.  Vogliamoci bene, almeno per ora, perchè incombono le Amministrative e lacerazioni interne in questo momento avrebbero effetti ancor più drammatici. Dunque, si va avanti, e ai primi di maggio nuva convention con tuti gli stati generali del Partito democratico per definire la strategia di giugno. Ecco, questo il clima della riunione di ieri, più edulcorato di quanto si potesse prevedere alla vigilia visto che c'era chi parlava di resa dei conti. Tutto rinviato ? Intanto Francantonio Genovese, contestato segretario regionale del Pd, incassa una unanimità di intenti che porta anche la firma di Anna Finocchiaro, presente alla riunione. L'ufficio politico regionale del Partito democratico, riunito ieri a Palermo per un'analisi del voto, «ha preso atto - si legge infatti nel comunicato - della necessità di voltare pagina e di guardare al futuro. Un futuro che passa da due scelte obbligate: il radicamento del Pd nel territorio, continuando nel cammino già intrapreso della costituzione dei circoli, e il massimo impegno per le prossime amministrative, un test significativo non solo per il partito, ma anche per i suoi massimi rappresentanti». A questo proposito, il segretario regionale, Francantonio Genovese, ha invitato tutti i dirigenti «a impegnarsi in prima persona, offrendo la propria disponibilità a candidarsi» nel voto che in Sicilia è previsto il 15 e 16 giugno prossimo e che riguarderà il rinnovo di 8 Province e oltre 150 Comuni. Alla riunione sono intervenuti, oltre a Genovese, il suo vice Tonino Russo, il presidente dell'Assemblea costituente, Giuseppe Lumia, il coordinatore della fase costituente, Nino Papania, il capo della segreteria, Giuseppe Laccoto, il portavoce del segretario regionale Francesco Gallo, i rappresentanti territoriali della deputazione regionale, nazionale ed europea, i coordinatori provinciali, e Anna Finocchiaro. Nel corso dell'incontro, informa la nota, «è stata effettuata un'attenta e rigorosa analisi del voto delle elezioni politiche e regionali, puntando l'attenzione sugli errori di valutazione commessi nella formulazione delle liste».  (tratto da Gazzetta del Sud)

Calcio Tempostretto 24/04/2008
Calciopoli 2, è di nuovo bufera sul Messina: Moggi "dirigeva" anche i giallorossi. Schede telefoniche estere: deferiti, tra gli altri l'ex ds Fabiani e l'ex dirigente Bonsignore.
Una nuova bufera si avvicina sul mondo del calcio e sul Messina in particolare. Il procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi, ha concluso l'esame degli atti della Procura della Repubblica di Napoli sul secondo filone di Calciopoli, quello incentrato sulle sim di gestori esteri deferendo Luciano Moggi, la Juventus e il Messina. Deferiti anche Mariano Fabiani (ex ds giallorosso) e l'ex dirigente Mario Bonsignore, oltre agli arbitri (molti dei quali fuori quadro) Gianluca Paparesta, Romeo Paparesta (padre dell'arbitro della sezione di Bari e lui stesso arbitro), Tiziano Pieri, Salvatore Racalbuto, Stefano Cassarà, Antonio Dattilo, Paolo Bertini, Marco Gabriele, Massimo De Santis, Marcello Ambrosino. La violazione contestata a tutti riguarda l'articolo 1 comma 1, l'obbligo di correttezza e lealtà sportiva. Tra i motivi del deferimento di Moggi c'è anche l'aver svolto di fatto le funzioni di dirigente del Messina fino al 2005/06. Fabiani avrebbe contribuito a costituire il sistema delle schede telefoniche e si sarebbe «avvalso, sino alla stagione sportiva 2004/05, delle funzioni di fatto di tipo direttivo svolte dal signor Luciano Moggi, all'interno del Messina, con ciò eludendo la normativa federale». Stessa motivazione per  Bonsignore. Sia per la Juve (ma c'è ancora qualche dubbio) che per il Messina la responsabilità è sia diretta (per il coinvolgimento di Franza) sia oggettiva. Cosa potrà succedere adesso? formalmente, le sanzioni per «responsabilità diretta» oscillano dall’ammonizione, la "pena" meno grave, alla retrocessione. Intanto Franza ha dichiarato di prendere «atto del deferimento della Procura Federale», dicendosi «sicuro che tutte le posizioni legate direttamente e per responsabilità oggettiva al F.C. Messina saranno chiarite davanti agli organi predisposti di Giustizia Sportiva di cui ho piena fiducia».


 

Casella di testo:

 

C.I.A.S.R.S.

Consorzio Inter Associativo dei Sordi della Regione Siciliana

                                    Sede Legale: c/da Catanese coop. Futura Sc. B c.a.p. 98168, Messina – Tel/Fax 090355943

                               Sede Operativa: Via Palermo, n.275 – Messina -

 

SEMINARIO 


LA POLITICA, UNA CULTURA NEGATA AI SORDI ”.
Messina  –  Facoltà di Lettere e Filosofia - Auditorium –  plesso Annunziata – ore 9,00 del 25 gennaio 2008

                                                      Patrocinato da:

             Provincia Regionale di Messina                              Università di Messina    

    Assessorato Provinciale alla Solidarietà Sociale                       Facoltà Lettere e Filosofia                                           

                                                                                                                                  

ORE 9,00

Registrazione dei partecipanti

 

 

ORE 09,30   

Saluti

 

Dott. Pio Amadeo – Assessore Regionale alla Solidarietà Sociale

 

Prof.Vincenzo Fera – Preside Facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Messina -

ORE 09,50   

Presentazione lavori

 

Dott. Alfonso Massimino – Presidente del Consorzio Interass. dei Sordi Siciliani.

 

Dott. Silvio Lo Porto – Presidente del Centro Studi e Ricerche Internazionali

 

 

ORE 10,10

Alla ricerca di un mondo possibile: la politica e le parole del silenzio

 

Prof.ssa Giusi Furnari – Docente Storia della Filosofia Politica – Facoltà d Lettere e  Filosofia - Università di Messina -

 

 

ORE 10,30

La Politica verso un bipolarismo reale

 

Dott.Santi Formica – Assessore Regionale al Lavoro ed alla Formazione Professionale

 

Dott. Francantonio Genovese - Segretario regionale PD

 

 

 

 

 

 

ORE 11,30

L’importanza del coinvolgimento politico per i non udenti

 

Dott. Alfonso Massimino – Presidente del Consorzio Interass. dei Sordi Siciliani

 

 

ORE 11,50

Istituzioni – Politica – Disabilità

 

Dott.ssa Marìa Rosa Biondo – Assistente Sociale Ministero Giustizia -

 

 

ORE 12,10

Interventi Liberi e dibattito

 

 

ORE 13,30

Conclusione dei lavori a cura del moderatore

 

Modera il Dott.Giovanni Frazzica – Direttore del mensile “Mondonuovo”  

 

 

 

 

 

 

                                                    S.E.C.  S.R.L.               Società Europea di Consulenza e Formazione

         e-mail: info@secpmi.it

                                                                                                             ASSOCIAZIONE AUDIOLESI E PROBLEMI DEL LINGUAGGIO “Filippo Ciranna

                                                                  e-mail: lupo.enzo@tiscalinet.it

           Coordinamento. Dr.Vincenzo Massimino

 

 

             Collaboratori:  Dr.ssa Luigia Pedicone

                                     Sig. Scuderi Antonino

                                     Sig. Russo Damiano Salvatore

                                     Sig. Parisi Antonino

                                     Sig. Collorà Giovanni

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Consorzio InterAssociativo dei Sordi della Regione Sicilia

     La sede è a Messina in Via Palermo n.275 c,  e l’attuale consiglio direttivo è composto da:

Presidente Cav.Dr.Alfonso Massimino; Vicepresidente Sig. Giuseppe Sclafani; Consiglieri: Dr.ssa Antonella Capraro e Sig.Nicola Torre; Tesoriere Dr.Michele Buscemi; Responsabile Tavolo Tecnico Dr.Vincenzo Massimino.

 

ASSOCIAZIONI  CONSORZIATE AL C.I.A.S.R.S.

              ASSOCIAZIONE AUDIOLESI E PROBLEMI DEL LINGUAGGIO “Filippo Ciranni”- MESSINA

                          C.da Catanese-Cpl.Futura Sc.B  Vill.S.Anunziata Alta-   Presidente  Dr.Vincenzo Massimino

                                                                            98168 Messina        Vice Presidente  Cav.Dr.Alfonso Massimino

 

                      -ASSOC.NE CULTURALE SPORTIVA SORDOMUTI JONICA-ONLUS-   GIARRE(CT) 

                                             Piazza Volturno    95014 Giarre (CT)           Presidente    Nunzia Parrinelli

                                                                                                            Vice Presidente    Antonino Oliveri

 

                      -ASSOCIAZIONE CULTURALE SPORTIVA SORDI TIRRENA –ONLUS-  MESSINA

                        Via  E. Ciancialo  Cpl. ”Albachiara”  L. F/2 Sc.D            Presidente    Giuseppe Previti

                                                             98145 Messina                      Vice Presidente    Gaetano Tornesi

 

                       -ASSOCIAZIONE “LIBERTA’ SORDI” –ONLUS-  TRAPANI   

                               Via degli Stabilimenti, 21         91100 Trapani    Presidente  Giuseppe Carpinteri

                                                                                                           Vice  Presidente  Pietro Lombardo

 

                      -ASSOCIAZIONE PAROLE & SEGNI –ONLUS-   SCIACCA (AG)

                                  Via Caricatore, 68       92019 Sciacca(AG)            Presidente   Giuseppe Sclafani

                                                                                                           Vice Presidente   Salvatore Vaccarino

 

                     ASSOCIAZIONE OLTRE LE PAROLE –ONLUS- SANTA TERESA DI RIVA (ME)

                       Via Degli Agrumi, n.21  98028 S.Teresa di Riva (ME) Presidente  Prof.ssa Noto Katya

                                                                                                           Vice  Presidente  Avv.Daniela Ferraro

 

                     -ASSOCIAZIONE PELORITANA SORDOMUTI   BARCELLONA P.G. (ME)

                              Via Olimpia, 21/C       98051 BarcellonaPG(ME)        Presidente  Nicola Torre

                                                                                                             Vice Presidente  Angelo Livoti

                      - ASSOCIAZIONE “VEDERE VOCI” ONLUS AGRIGENTO    

                        Via San Gregorio n.2        92100 Agrigento                Presidente  Dr.ssa Antonella Capraro

                                                                                                             Vice Presidente   Salvo Garofalo

 

                    -GRUPPO SPORTIVO GIARRE    GIARRE (CT)

                                      Piazza Volturno             95014 Giarre (CT)    Presidente    Giuseppe Parrinelli

                                                                                                             Vice Presidente   Franco Lombardo

 

                   -GRUPPO SPORTIVO SILENZIOSI PATTESE   PATTI(ME)  

                          Corso G.Matteotti, 212      98066 P a t t i (ME)          Presidente   Antonino Bertino

                                                                                                              Vice Presidente   Piero Bertino

 

                   -SODALIZIO AUDIOLESI MYLAE   MILAZZO (ME)

                          Via XX Settembre, 17       98057 Milazzo (ME)     Presidente    Francesco Giunta                 Vice Presidente   Francesco Altuni

 

                  -UNIONE ITALIANA IPOUDENTI –ONLUS-                  PALERMO   

                           C.so Calatafimi, 977              90100 Palermo                   Presidente  Dr.Michele Buscemi

                                                                                                             Vice Presidente  Pietro Mammana

                                                       Il Presidente C.I.A.S.R.S.

                                                     Cav.Dr.Alfonso Massimino

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La casta è ormai senza pudore di Mario Caligiuri  Irisultati delle elezioni studentesche appena concluse mandano, comunque la si pensi, segnali precisi a una classe politica che esce condannata nella sua arretratezza culturale e soprattutto nell'incapacità di dare risposte alle domande delle nuove generazioni. Certo, nel forte spostamento verso una destra anche estrema, ci sono i connotati di una scelta che appare più simbologica che ideologica, ma a impressionare è soprattutto il successo delle liste che hanno fatto dell'apolitica (o antipolitica) il punto forte della loro proposta. Si tratta di un vero e proprio atto di sfiducia nei confronti di un ceto di professionisti del potere che si è impossessato dei meccanismi elettorali e che è sordo ad ogni richiesta di cambiamento. Basta vedere cosa sta accadendo sul rovente tema dei costi della politica che ha appassionato il dibattito degli ultimi mesi. Anche di fronte all'ammissione degli stessi interessati che il problema minava alla base la credibilità delle istituzioni, non si è mosso nulla, come fin dalla primavera avevamo agevolmente previsto. Parlano di tagli a Quirinale, Senato e Camera ma nella sostanza hanno ridotto di meno del 2% (una cifra assolutamente simbolica: poco più di 20 milioni di euro su un totale di quasi 2 miliardi di spesa). E questo solo per rientrare nel tetto dell'inflazione programmata, finora mai seguito autoassegnandosi aumenti annui ben superiori. A puro titolo esemplificativo, vale la pena di buttare un occhio al bilancio della Camera del prossimo anno. Si è trionfalmente parlato di "congelamento" degli stipendi dei deputati e di un responsabile taglio alle spese. In realtà gli onorevoli si sono aumentati le indennità "soltanto" dell'importo dell'inflazione e quindi non si tratta di congelamento ma di una "graziosa" e "spontanea" concessione verso il volgo. Ed è surreale poi constatare dove siano state apportate le riduzioni: sull'accorciamento dei capelli dal barbiere, sui pasti della buvette, sulle mazzette dei giornali, sul numero dei cellulari. Una presa in giro.


Notizie dalla rete: Caso Dalmazio: Santalco critico sul metodo e sul merito
(tempostretto)
Sul conflitto d’interessi del presidente di Messinambiente i dubbi restano. Il consigliere Carmelo Santalco (nella foto) rende pubbliche con una nota alcune osservazioni riguardo alle dichiarazioni rese dall’avvocato Antonino Dalmazio nella Conferenza dei Capigruppo del 20 luglio scorso. Dichiarazioni che si resero necessarie in seguito alla interrogazione al sindaco dello stesso Santalco del 16 luglio.

Come si ricorderà, l'interrogazione prendeva spunto dalla circostanza che il presidente di Messinambiente ha ricoperto per un breve periodo del 2007 la carica di amministratore unico nella S.e.l. Consulting S.r.l., una società concorrente della S.p.a. pubblica di cui è presidente, e inoltre affidataria, senza gara formale, dei servizi di pulizia degli automezzi da parte di Messinambiente. Il sindaco ha già dichiarato che non si profilano gli estremi per destituirlo, ma l’indagine della Procura per stabilire se ci sia stato un danno per l’Amministrazione è ancora in corso.

Le critiche di Santalco partono dalla sede dell'incontro: «Documentazione, motivazioni e informazioni che lo stesso Dalmazio, a parere del sottoscritto, avrebbe dovuto opportunamente produrre per tempo al Consiglio Comunale e non alla Conferenza dei Capigruppo (peraltro in maniera tardiva in quanto successiva alla mia interrogazione)».

E questo è solo l’inizio. Il consigliere fa notare che il sindaco non ha ancora risposto alla sua interrogazione, nonostante avrebbe dovuto farlo per legge entro il 16 agosto. Ma soprattutto rileva che le dimissioni presentate dallo stesso Dalmazio quale Amministratore Unico della S.E.L. Consulting s.r.l., datate 10 luglio 2007, non risultano ufficializzate da nessuna parte: «Di tali dimissioni non è stata data alcuna pubblicità, in quanto alla data odierna, dagli albi ufficiali della Camera di Commercio, egli risulta ancora essere l’Amministratore Unico di quella società per la quale peraltro non esistono pratiche in istruttoria». E inoltre: «dall’analisi della documentazioni ho appurato che le suddette dimissioni non recano alcuna data certa ufficiale, né un timbro postale, né un raccomandata con ricevuta di ritorno, né una firma di ricezione del Direttore della Società stessa».

I dubbi si infittiscono se si considera che Dalmazio «nella missiva del 23/3/07, dichiara di accettare l’incarico in via transitoria e finalizzato solo all’ottenimento delle autorizzazioni relative alla discarica di Venetico – circostanza peraltro confermata pubblicamente alla stampa e in Conferenza dei Capigruppo – ma che non trova riscontro in quanto le sue dimissioni sono presentate esattamente il giorno successivo a quello di una semplice richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) inoltrata alla Regione in data 9/7/07». Insomma, a detta di Santalco, che senso avrebbe avuto prendere l’incarico di amministratore unico della S.e.l. Consulting al fine di ottenere le autorizzazioni per la discarica, per poi presentare le dimissioni dalla stessa società all’indomani della semplice richiesta di autorizzazione alla Regione?

Nonostante le osservazioni addotte, comunque, il consigliere dichiara di riconoscere i meriti dell’avvocato Dalmazio nel ruolo di amministratore giudiziario di Messinambiente, e spera che saprà produrre tutti i documenti che attestino ufficialmente la cessazione del suo incarico di Amministratore Unico della S.E.L. Consulting s.r.l.
    Fabio Ruggiano

Interrogazione sui Servizi Sociali. Carmelo Santalco, preso atto che il C.d.A. dell’Istituzione per i Servizi Sociali ha nominato l’avv. Giuseppe Gullotta Direttore dell’Istituzione e che lo stesso Avv. Gullotta alla data di nomina risultava essere pensionato del Comune di Messina; VISTO - Che l’art.33, comma 3, del D.L. n.223/2006 prevede espressamente che il tetto di età stabilito per il collocamento in pensione dei dipendenti a tempo indeterminato è applicabile anche per il conferimento di incarichi dirigenziali e di responsabile a tempo determinato. CONSIDERATO - Che tale limite, introdotto per la prima volta in modo esplicito nel nostro ordinamento, risolve ogni dubbio interpretativo prima esistente sulla presenza o meno di un tetto massimo di età per il conferimento di incarichi dirigenziali; - Che tale limite comporta come conseguenza diretta, che i Comuni non potranno più affidare incarichi dirigenziali ai propri dipendenti cessati dal servizio per pensionamento; ha presentato un’interrogazione al Sindaco per conoscere: - se, alla luce di quanto suesposto, risulta legittima la recente nomina del nuovo Direttore Generale da parte del C.d.A. dell’Istituzione dei Servizi Sociali;- secondo quali vigenti norme di Legge è stata effettuata la suddetta nomina.

Altro che stagione di trasparenza: i metodi del centrosinistra non sono diversi da quelli del centrodestra. Ma tutto ciò è tollerabile? Magie all'Ato 3, dove il lavoro è diritto politico
Ventuno assunzioni a tempo determinato trasformate in un mese a tempo indeterminato

Francesco Celi
I figli so' piezzi 'e core. E i figli degli amici? Pure. E i parenti di soggetti ipoteticamente non allineati? Se stanno buoni li cooptiamo.
In una città affamata di lavoro, afflitta da una desertificazione economica inarrestabile, politicamente «violentata», come ebbe a dire qualcuno ai tempi del governo cidiellino salvo poi ritrovarsi in un sottogoverno a matrice unionista, all'Ato 3 fanno i miracoli! In un mese 21 rapporti di lavoro a tempo determinato sono stati trasformati in impieghi a tempo indeterminato, previo adeguamento tra Natale e Capodanno della pianta organica. Insomma, entrati dalla finestra – ma come? – costoro si sono ritrovati in poltrona. Con buona pace di "maggiolini", Lsu, Asu, lavoratori con contratto di diritto privato, precari di ogni risma e di qualsivoglia ente.
Ci sono tutti. Il rampollo del sindacalista – a uno a uno li stanno accontentando tutti quelli di vertice (con predilezione per una sigla) – e il raccomandato del deputato, il protetto dell'assessore e il giovane figlio del consigliere provinciale che nulla ha risparmiato (facendo più che bene peraltro) all'Amministrazione Leonardi, fino al parente stretto del burocrate di rango. Tutti accontentati – per carità di patria risparmiamo ai lettori i nomi degli sponsor – e chi non lo è stato nella circostanza lo sarà al prossimo giro di valzer, magari da promuovere in altri enti, che riescono a nascondere un po' meglio le assunzioni a chiamata diretta.
Sgomberiamo il campo dall'ipocrisia. Chi scrive rifugge dal moralismo d'accatto. Ma c'è un modo in tutte le cose, ammonivano i latini. È vero che il potere va esercitato, e guai agli stupidi, ma esiste un limite – che è etico e civico – oltre il quale bisognerebbe avere il buongusto di non andare. Il limite in questa città, così avara di sbocchi occupazionali, dovrebbe essere questo: offrire a tutti un'opportunità, allorquando se ne prospetta una
Non abbiamo alcun dubbio che all'Ato 3 la forma, che si fa legalità, sia stata rispettata anche nel caso in questione, ma perché non indire un pubblico concorso allora? Non se ne fa uno da anni a Messina. Perché far leva sempre sulla discrezionalità degli amministratori di turno nell'individuare il personale da arruolare? Semplicemente perché la tendenza al clientelismo, anche il più becero, alla ricerca del consenso, al tornacontismo personale o di gruppo, a Messina è invincibile. E parole come trasparenza, legalità e palazzo di vetro altro non sono che paraventi dietro cui si celano interessi di casta. Insomma, la legalità non sempre fa rima con opportunità.
«In riferimento al contratto di lavoro stipulato da questa Società», è quanto ha scritto l'amministratore delegato Ato 3 Salvatore La Macchia (Margherita), in data 10 gennaio, al drappello di dipendenti, «tenuto conto dell'adeguamento della pianta organica approvato con delibera del Cda», presieduto da Franco Barresi (Ds), «del 29 dicembre 2006 e reputata la necessità di dare un assetto stabile alla struttura tecnica e amministrativa, si comunica che, a far data dall'1 febbraio 2007, il contratto individuale di lavoro sarà trasformato da tempo pieno e determinato a tempo pieno e indeterminato». Bingo!
«A tal proposito», prosegue Lamacchia, «tutti i dipendenti in indirizzo – vedremo chi sono, ndr – dovranno presentarsi entro il 31 gennaio 2007 presso l'Ufficio personale al fine di sottoscrivere l'integrazione contrattuale relativa alla trasformazione» del rapporto di lavoro. Ecco i fortunati: Benedetto Alberti, Michele Trimboli, Santi Pino, Antonino Santapaola, Santi Interdonato, Mario Barresi, Roberto Di Stefano, Ruben Previti, Anna David, Tiziana Barbagallo, Antongiulio Pinzone, Stefano Alessi, Giuseppe Busà, Antonio Cattino, Giuseppe Crescenti, Massimo Dardanelli, Antonino De Luca, Giovanni Farina, Nicola Panarello, Bruno Vinci e Carmelo Coglitore.
Ma a Messina – vorremmo sapere – in quanti erano a conoscenza che l'Ato 3 rifiuti cercava personale tecnico-amministrativo? E ancora, vi sono altri enti di sottogoverno in cui s'è seguito un metodo analogo? E quali?
(venerdì 2 febbraio 2007)



SANTALCO e le assunzioni ATO 3   Messina - Dal Consigliere Santalco,UDC, riceviamo:
Se non fosse per le notizie riportate efficacemente dagli organi di stampa locale, le osservazioni e le interrogazioni dei Consiglieri Comunali rimarrebbero lettera morta e non avrebbero il dovuto risalto presso l’opinione pubblica.
Ciò che è stato riportato oggi dalla Gazzetta del Sud sulle assunzioni alla ATO, se da un lato meraviglia dall’altro lascia indifferenti coloro i quali – come il sottoscritto – più volte avevano denunciato una tale anomalia senza tuttavia suscitare neanche rossore in viso ai vertici dell’ATO ME3.
In una interrogazione del 18 dicembre scorso denunciavo i fatti riportati oggi dalla Gazzetta del Sud – che anche allora ne parlò – ed ebbi una risposta del Presidente Barresi a dir poco rocambolesca
Ma adesso, con la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, la misura è davvero colma.
La città arrossisce davanti a queste vergogne – che forse non succedono solo ora e forse non appartengono solo a questa parte politica – che sono figlie della più mortificante politicizzazione della “cosa” pubblica e di una concezione proprietaria delle istituzioni che ormai dilaga in tutti gli ambienti politici.
Se tu o tuo padre siete vicini agli ambienti politici che governano la città in un determinato momento, allora avrai la speranza di essere assunto in una qualche società o in un qualche ente controllato da soggetti che fanno parte dello stesso entourage.
E’ questa oggi l’equazione perversa che governa la politica locale, che ogni giorno si alimenta del consenso di quei cittadini che stanno sotto il giogo del bisogno, speculando su di esso: su queste basi nella nostra città crescono le fortune di alcuni sciacalli della politica e soprattutto per questi motivi rimarremo gli “ultimi” della graduatoria. Non è più una questione di etica, di morale o di correttezza: qui si sconfina forse – ma non devo essere certo io a dirlo – nel mancato rispetto delle leggi: e se per il primo aspetto tutto si consuma nella normale dialettica politica che esiste tra i controllati (chi governa) e i controllori (l’opposizione), per il secondo aspetto la città reclama altre forme di garanzia !
Oggi i cittadini non sanno e non capiscono più se le regole si stiano rispettando o no, se le leggi si stiano applicando o no, vi è un generale senso di confusione che fa comodo a qualcuno: è arrivato il momento che altri guardino in fondo a queste questioni, che qualcuno verifichi se le cose denunciate dai Consiglieri Comunali sono vere o no !
E’ arrivato il momento di porre fine ad un modo di operare che può avere effetti sociali sconvolgenti e destabilizzanti anche all’interno della famiglia: cosa deve fare un padre di famiglia per sperare che il proprio figlio neolaureato trovi lavoro nella propria città e non vada lontano in cerca di fortuna ?
Questa non è demagogia, questa è la triste realtà.
Non intervenire significa lasciare una zona grigia dentro la quale si alimenta l’operato di soggetti che rimangono liberi di agire per rispondere a squallide logiche di appartenenza politica.
Ci vogliono le garanzie !
Un appello mi sento di farlo non più alle forze politiche, ma alla città, alla società civile tutta affinché reagiscano con sdegno; ma mi sento di richiamare soprattutto i Sindacati che nella nostra città hanno voluto sempre svolgere una mirabile azione di stimolo e di pungolo alla classe politica nonché di difesa dei diritti dei lavoratori e delle poche realtà economiche sane della nostra città.
A loro chiedo: ma chi difende i diritti di tutti quei disoccupati che non intendono o non possono “passare” attraverso le maglie della politica per potere sperare di trovare un lavoro a Messina?
Perché non si alza forte la loro voce per richiedere le dovute garanzie ?
Vi sono forse interessi da tutelare anche in questo ambito ?
A loro chiedo di continuare nel solco di quell’operato – da me peraltro pubblicamente condiviso - che li ha portati a denunciare i fatti gravi che si consumavano all’interno dell’Ente Fiera ai tempi della Gestione Papatheu e Bartolotta richiamando giustamente l’attenzione della Procura.
In una città in cui negli ultimi dieci anni non si è espletato più un concorso, non può meravigliare se ogni anno sono sempre di più i giovani cha vanno via da Messina alimentando l’ormai famosa fuga di cervelli!
Noi Consiglieri Comunali siamo impotenti davanti alle varie sordità !
Ciò che è successo all’ATO per le assunzioni, è successo ad esempio al Comune per il conferimento di incarichi agli esperti, ma nonostante io abbia scritto alla Corte dei Conti per chiedere approfondimenti, ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.
Nel caso specifico sia chiaro: l’ATO ME3 S.p.A. vive con i soldi pubblici del Comune e l’Amministratore Delegato non può in maniera sfrontata decidere indiscriminatamente chi assumere, per di più a tempo indeterminato.
Quello stesso Amministratore Delegato che ad oggi non ha ancora consegnato al sottoscritto tutta la documentazione dei neoassunti richiesta il 10 gennaio scorso.
Per la mia parte chiedo chiarezza, in nome della città, sia sul piano politico che su quello amministrativo, ma soprattutto chiediamo che, chi di competenza, ci dica con chiarezza se quanto fatto all’ATO per le assunzioni – presenti e eventualmente passate – o in qualsiasi altro Ente Pubblico, è legale o no !
 

Lettera aperta a Clelia Fiore responsabile associazione antiracket Messina

Cara Clelia ( permettimi il tu ),

il candidato a sindaco Francantonio Genovese Ti ha benevolmente indicata come componente della sua giunta se fosse eletto primo cittadino. Una investitura, la Tua, che avrà certamente reso felici i tanti iscritti all’associazione antiracket che presiedi da lungo tempo. I commercianti strozzati dal pizzo e le vittime dell’usura si sentiranno certamente confortati perché la Tua presenza, nella giunta guidata da Genovese, potrà finalmente dare forza e corpo alle loro aspettative di affrancamento dalla criminalità. Questo succederà, certamente, dopo la eventuale vittoria del centrosinistra.

Immagino però che, proprio per l’attività che svolgi e per la lunga esperienza ormai maturata, saprai che in queste ore, proprio mentre leggerai questa lettera, decine e decine di picciotti sono avvicinati, nelle zone di Giostra, Camaro, Bordonaro, S.Lucia, Mangialupi,ecc. da galoppini di alcuni partiti che offrono soldi in cambio di voti ( credo possa definirsi come racket – elettorale). Il “mercato” della preferenza ( o ticket, che si usa di più e fa tanto chic) ha stabilito che una preferenza vale 30 €uro e che pacchetti famiglia arrivano anche a 500 €uro. Ovviamente non sono tantissimi i candidati che possono permettersi questi lussi e questa abbondanza di risorse. Quindi, adesso e subito, sarebbe opportuno che venisse applicata una certa par – condicio. O, attraverso il rispetto della legalità ( ???... che sarà mai ?) si denunziassero al signor prefetto e al signor questore ( che Tu per la funzione che svolgi hai la possibilità di frequentare) i fatti e le circostanze che ho appena esposto, oppure si promuova una colletta pubblica per finanziare quei candidati poveri che non hanno soldi da offrire ai vari clan. Ecco, questa attività preventiva, nel senso di precedere la stessa Tua nomina ufficiale ad assessore, potrebbe effettivamente dimostrare a qualche dubbioso e incerto quale sarà l’impegno della amministrazione Genovese nei confronti della imponente illegalità di cui sembriamo accorgercene veramente in pochi ( pazzi?,esagerati?chissà). Avrei voluto suggerirti di verificare anche la composizione delle liste ( almeno quelle della tua parte politica) dove compaiono i nomi eccellenti di molte famiglie mafiose messinesi,catanesi e calabresi. Ma ormai non vale più. I candidati tanto poco candidi sono tutti in fila esposti sui muri della città e stanno setacciando interi quartieri, sale bingo ( di un noto esponente politico di centrosinistra), bar, mercati, supermercati, ecc. sarà per le prossime elezioni…

Un caro e affettuoso saluto a Te e al comune amico Tano Grasso.    Saro Visicaro



Ps. Spero che quel tantino di malizia e ironia che ho voluto mettere nella lettera non sia letto con disprezzo come spesso è abitudine in alcuni ambienti. Ammetterai che i problemi elencati esistono in tutta la loro pesante concretezza. Concorderai anche che tanta ipocrisia c’è nell’affrontarli.

L'on. D'Alia al ministro Bianchi. Commissione d'inchiesta sull'operato Rfi nello Stretto. «Colpevole smobilitazionea tutto vantaggio dei privati»  Francesco Celi - Gazzetta del sud Una commissione d'inchiesta sull'operato di Rete ferroviaria italiana nell'area dello Stretto di Messina. È quanto chiede, a nove giorni dalla tragedia del "Segesta Jet" - quattro vite spezzate e cento feriti -, l'on. Gianpiero D'Alia (Udc), già sottosegretario agli Interni, attraverso un'interrogazione al ministro dei Trasporti, Bianchi, «al di là», si puntualizza, «delle responsabilità amministrative e penali che saranno accertate» rispetto al drammatico incidente. Poiché – si afferma – la tragedia del "Segesta" altro non «rappresenta che il paradigma di una situazione complessiva di inefficienza e di insicurezza frutto anche dell'assenza di una politica di investimenti da parte dello Stato, di Fs e di Rfi». D'Alia rileva, infatti, che «da tempo ormai si assiste a un progressivo e ingiustificato depauperamento» nell'impegno di Rfi, così «inefficiente da apparire non più concorrenziale con altre società private» che operano nel settore della navigazione nello Stretto. «In particolare», si sostiene, «l'intera flotta navale di Rfi è vetusta e parte di essa andrebbe messa fuori servizio»; anche le «infrastrutture in uso a Rfi necessitano di immediati interventi di manutenzione e di ammodernamento e gli stessi spazi a disposizione di Rfi nei nuovi approdi di Tremestieri sono ridotti, limitando le potenzialità del servizio». Ma c'è di più, affonda il deputato Udc: «Il trasporto passeggeri tra Messina e Reggio presenta forti perdite di gestione e non usufruisce di adeguati interventi pubblici di sostegno perché ritenuto a carattere interregionale e non nazionale»; inoltre, «le tabelle di armamento delle navi a merce determinate dal ministero, per tutte le flotte operanti nello Stretto, non rispettano gli indispensabili standard minimi di sicurezza, e non esiste», ancora, «un piano strategico di investimenti e di rilancio della competitività del settore navigazione nell'area dello Stretto né da parte di Rfi né da parte di Fs». Siamo di fronte a una situazione – giudica D'Alia – «di assoluta smobilitazione» che «rende di fatto quasi inutile il servizio di collegamento che Rfi svolge» su questo specchio d'acqua, «visti i disagi che quotidianamente subiscono gli utenti e le condizioni di insicurezza in cui i lavoratori del settore sono costretti a operare». Deprecabile è poi – secondo D'Alia – «la insensibilità del management di Rfi e di Fs, nonostante le iniziative assunte dai sindacati, dai parlamentari locali e dal presidente della Provincia di Messina. Insensibilità che», peraltro, «favorisce in maniera scandalosa il rafforzamento del monopolio che poche società private hanno sui trasporti nello Stretto. Un simile stato di cose produce non solo effetti distorsivi e poco trasparenti sul mercato del trasporto marittimo, ma impedisce l'esercizio della insostituibile funzione sociale che tale trasporto ha nell'area dello Stretto colpendo i soggetti più deboli, gli utenti, costretti a subire tariffe sempre più alte e orari di trasporto sempre più incivili». Ora, anche alla luce della tragedia del "Segesta", chiede D'Alia, «quali iniziative il ministro Bianchi intende assumere per verificare lo stato di efficienza del settore navigazione di Rfi nell'area dello Stretto, con particolare riguardo alla qualità e quantità della flotta navale, alla dotazione di infrastrutture a terra, alla rispondenza delle tabelle di armamento agli standard minimi di sicurezza per lavoratori e passeggeri, all'effettivo ruolo imprenditoriale di Rfi nello Stretto e alla sua competitività rispetto alle compagnie private». Infine, l'on. Gianpiero D'Alia chiede «si accerti l'entità degli investimenti previsti» e quali sono in questo contesto i «programmi del ministero retto da Alessandro Bianchi (Pdci) volti a migliorare le condizioni della navigazione». Quindi, la richiesta attorno a cui ruota l'iniziativa del parlamentare Udc: «Istituzione di una commissione d'inchiesta sull'operato di Rfi» tra Scilla e Cariddi. (mercoledì 24 gennaio 2007)

Genovese allarga i sottogoverni (da CONTRO)

Nomine destate. Il sindaco Genovese promuove nel consiglio damministrazione dell AMAM il pasticciere di sua fiducia Angelo Mazzullo ( ogni domenica infatti il primo cittadino, accompagnato dallautista e dai fedelissimi, ritira dal noto locale di via P. Umberto i consueti dolcetti.

Anche lex sinistro - giovanile Pietro David è ormai maturo per un posto di sottogoverno. Sempre allazienda acque & fogne. Infine Marino, lex repubblicano delfino di Currò, dipendente delle poste, siederà finalmente nel consiglio damministrazione di un ente. Per gli altri aspiranti solo posti in piedi. Per ora. Alla fine faremo la somma di quanto costano alla collettività tutte queste poltroncine.

Martedì 7 marzo, alle ore 10,00 nella Piazza Unità d’Italia, si svolgerà una cerimonia per ricordare Giuseppe Lo Vecchio, Giuseppe Maiorana, Biagio Pellegrino, uccisi, durante una pacifica manifestazione popolare, il 7 marzo del 1947.

Riteniamo doveroso ricordare, in questo momento, il sacrificio di tre onesti cittadini che lottarono pacificamente per il diritto al lavoro, alla libertà, al progresso civile e sociale di Messina.

A quasi 60 anni di distanza da quel tragico episodio dobbiamo constatare che non sono stati ancora conquistati il diritto al lavoro, la piena libertà e il progresso civile e sociale per tutti i messinesi.

Vogliamo quindi ricordare alle Istituzioni cittadine e ai pubblici amministratori che i ritardi e le distrazioni verso l’avvio di uno sviluppo mediante la partecipazione, la rappresentanza, e la governabilità, non sono più giustificabili.

In particolare riteniamo indispensabile che siano moltiplicati gli sforzi per aumentare le capacità di programmazione per una economia produttiva diversificata e favorendo la concertazione e il coinvolgimento di tutte le componenti che costituiscono il tessuto politico democratico e sociale di questa città.

Con questo spirito auspichiamo che martedì sette marzo siano presenti in Piazza Unità d’Italia tutti coloro che si ritengono impegnati a lottare per il cambiamento, per lo sviluppo vero e la qualità sociale.
Alla cerimonia sarà presente il segretario dei Comunisti Italiani Orazio Licandro.
Partito dei Comunisti Italiani Comitato La Nostra Città  Antonio Bertuccelli Saro Visicaro


 

BARCELLONA. «Un partito a conduzione familiare. Chi non si allinea viene cacciato dai vertici».''Mi rivolgerò al segretario nazionale Francesco Rutelli affinché a Messina e provincia vengano ristabilite le regole democratiche nella Margherita''. A dirlo e' Orazio Calamuneri, presidente della Margherita a Barcellona PG e consigliere comunale. ''Siamo esterrefatti - ha continuato Calamuneri - il segretario provinciale della Margherita, Franco Rinaldi e altri esponenti del partito, hanno organizzato lo svolgimento di un congresso a Barcellona senza prima discuterne con noi che siamo i rappresentanti locali e stanno spingendo per escluderci dalle loro scelte per creare un partito che sia solo di loro esclusiva proprietà''. ''Chiederemo - prosegue Calamuneri - che il congresso venga annullato. Con questo loro comportamento stanno facendo allontanare gli elettori. Noi a Barcellona abbiamo sempre lavorato senza l'aiuto del leader messinese, il sindaco di Messina, Francantonio Genovese  e nonostante ciò, abbiamo fatto diventare il partito il primo del centrosinistra e il secondo dopo An. per numero di voti. Genovese e Rinaldi si sono dimenticati di noi e non ci hanno aiutato nelle nostre battaglie al Comune di Barcellona. ''Ci risultata anche – conclude  Calamuneri - che sono stati fatti dei brogli con le schede all'interno del partito, chiederemo chiarezza a Rutelli''. 

 

Santalco chiede alla Corte dei Conti un’ispezione al Comune. Carmelo Santalco ha rilevato che il Comune di Messina ha provveduto alla nomina di 3 esperti rispettivamente con determina Sindacale n. 238 del 16/12/2005, n. 232 del 14/9/2006 e n. 233 del 14/9/2006. Per quanto riguarda la 1° nomina  manca la valutazione del Collegio dei Revisori come stabilito dal comma 42 dell’art.1 della Legge 311/2004 e nonostante l’attestazione del Dirigente,  risulta essere una palese duplicazione in ordine alle competenze attribuite di fatto al Direttore G.le, nonché un aggravio di costi che potrebbe costituire, ai sensi della suddetta Legge, un illecito disciplinare con relativa responsabilità erariale. Con riferimento alle altre 2 nomine Santalco fa presente che  sono carenti: della certificazione del rispetto dei limiti di spesa ai sensi del comma 1 dell’art.1 della suddetta Legge; del parere del Collegio dei revisori del Comune ai sensi del comma 42 dell’art.1 della medesima suddetta Legge; - dell’attestazione che all’interno dell’Ente non esistono strutture organizzative o professionalità in grado di assicurare i servizi ai quali gli incarichi si riferiscono ai sensi dello stesso comma 42; - dell’invio alla Sezione di controllo della Corte dei Conti. Santalco rammenta che tali adempimenti obbligatori per le Amm.ni Pubbliche, sono stati ulteriormente ribaditi e richiamati dalla delibera n.6 del 15.2.2005 della Corte dei Conti.


  RIPORTIAMO INTEGRALMENTE L'ARTICOLO DELLA GAZZETTA DEL SUD CHE FA IL PUNTO SU UNA INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA DI GRANDE RILEVANZA PER LA CITTA' DI MESSINA.       Il maxiprocedimento sulla gestione dello strumento urbanistico. L'inchiesta sul Prg, si decide il 4 dicembre. Il gip Nastasi ha fissato un'udienza per stabilire la proroga delle indagini di Nuccio Anselmo
La partita a scacchi tra accusa e difesa prosegue e l'argomento è una delle più importanti inchieste degli ultimi anni: gli "affari d'oro" all'ombra del Piano regolatore generale e della sanità privata nell'ultimo decennio.
Sessanta indagati, molti nomi di primissimo piano tra politici della Prima Repubblica e attuali amministratori cittadini e regionali. E poi costruttori, ingegneri, architetti, imprenditori, avvocati e funzionari comunali, manager della sanità privata e funzionari della sanità pubblica. Insomma un grande calderone che si annuncia come la Tangentopoli dei nostri giorni. Adesso c'è una novità: dopo la richiesta di proroga delle indagini avanzata nel marzo dai magistrati che conducono l'inchiesta, il sostituto della Dda Rosa Raffa e i colleghi della procura ordinaria Angelo Cavallo e Giuseppe Farinella, il gip Maria Nastasi, che si occupa del procedimento sul Prg, ha fissato un'udienza preliminare per il prossimo 4 dicembre. Perché? Per avviare un contraddittorio tra accusa e difesa sulla proroga delle indagini, in quanto alcuni dei difensori degli indagati, nei mesi scorsi, hanno sostenuto una tesi ben precisa, e cioé che si sarebbe ormai al di fuori dei termini per concedere una proroga d'indagine. Ma in Procura sono ben convinti delle proprie tesi. Al centro di tutto questo ci sono argomenti ben precisi: il Piano regolatore generale, i procedimenti amministrativi di rilascio delle concessioni edilizie, le approvazioni dei piani-quadro, i controlli messi in atto dalla pubblica amministrazione su tutta la materia edilizia cittadina, le realizzazioni nella sanità privata e pubblica. I tre magistrati che stanno conducendo l'inchiesta hanno raccolto le dichiarazioni della "gola pronfonda" di quest'inchiesta, il superteste "Alfa", alias l'imprenditore messinese Antonino Giuliano, che ormai da oltre un anno ha deciso di collaborare con la giustizia ed è stato sentito da alcune Procure d'Italia anche su fatti di mafia, per esempio dalla Procura generale di Reggio Calabria per l'inchiesta "Gioco d'azzardo". L'elenco di reati che vengono contestati a vario titolo, almeno in questa fase, ai 60 indagati dell'inchiesta, è parecchio lungo: si va dall'associazione a delinquere all'usura, dall'estorsione al peculato, dal falso all'abuso d'ufficio, dalla corruzione alla concussione, dalla turbativa d'asta alla ricettazione, passando anche per il procacciamento violento di voti durante le campagne elettorali. Gli accertamenti avviati dalla magistratura esaminano un arco temporale che parte dal 2000 e si spinge sino ai giorni nostri. E proprio perché si tratta di un'inchiesta molto complessa, con una gran mole di accertamenti da effettuare per riscontrare compiutamente le dichiarazioni di Giuliano, i tre magistrati avevano chiesto a marzo una proroga d'indagine.
Ma già prima della pausa estiva la Procura aveva affidato un'ampia delega d'indagine alla squadra mobile, per il sequestro e l'acquisizione in copia di una impressionante mole di atti nei vari uffici comunali interessati all'indagine. I 60 indagati: SI TRATTA di politici, amministratori cittadini e regionali, costruttori, ingegneri, architetti, imprenditori, avvocati, funzionari comunali, manager della sanità privata e funzionari della sanità pubblica. E nella lista dei nomi ci sono anche quelli del presidente della Regione Salvatore Cuffaro e dell'imprenditore palermitano della sanità Michele Aiello, indagato per mafia. Altri politici coinvolti sono Francantonio Genovese, Giuseppe Astone, Umberto Bonanno, Giuseppe Buzzanca, Giuseppe Campione, Pietro Currò, Santino Pagano, Nanni Ricevuto, Turi Rizzo, Carmelo Briante. Ci sono poi l'assessore comunale ed ex presidente degli ingegneri Arturo Alonci, i funzionari comunali Maria Canale, Giovannino Correnti, Manlio Minutoli, Carmelo Ricciardi, gli avvocati Andrea Lo Castro e Giuseppe Fortino, il manager sanitario Giuseppe Stancanelli.
Ed ecco gli altri nomi: Letterio Arena, 30 anni, di Messina; Pietro Battaglia, 54 anni, di Messina; Giovanni Berenato, 53 anni, di Messina; Vittorio Bitto, 50 anni, di Messina; Francesco Boncoddo, 36 anni, di Chieti; Carlo Borella, 44 anni, di Messina; Rocco Caratozzolo, 66 anni, di Bagnara; Vincenzo Caratozzolo, 64 anni, di Bagnara; Natale Maurizio Castronovo, 52 anni, di Palma di Montechiaro; Massimo Celona, 35 anni, di Messina; Pasquale Saverio Colaò, 54 anni, di S. Eufemia d'Aspromonte; Raffaele Cucinotta, 45 anni, di Messina; Giuseppe Currò, 49 anni, di Messina; Giovanni D'Andrea, 58 anni, di Villafranca Tirrena; Maurizio Falzea, 43 anni, di Messina; Giuliana Maria Fazio, 50 anni, di Reggio Calabria; Salvatore Orazio Geraci, 54 anni, di Messina; Antonello Giostra, 63 anni, di Messina; il superpentito "Alfa" Nino Giuliano; Mario Giuliano, 41 anni, di Brolo; Giovanni Rosario Gulletta, 52 anni, di Messina; Pietro Giovanni La Cava, 53 anni, di Messina; Grazia Marullo, 44 anni, di Barcellona; Giuseppe Umberto Morgante, 78 anni, di Messina; Giuseppe Nesi, 63 anni, di Messina; Giampaolo Nicocia, 51 anni, originario di Taranto e residente a Messina; Alessio Passaniti, 61 anni, di Messina; Giuseppina Pelleriti, 53 anni, di Rometta; Antonino Pinzone, 52 anni, di S. Agata Militello; Antonino Ponzio, 63 anni, di Messina; Pietro Repici Guerrera, 51 anni, di Messina; Rodolfo Retta, 49 anni, di Messina; Giuseppe Santi Salviera, 58 anni, di Messina; Domenico Scalia, 51 anni, di Messina; Pasquale Siclari, 46 anni, di Messina; Letterio Silipigni, 54 anni, di Messina; Filippo Terranova, 42 anni, di Messina; Rosario Vento, 53 anni, di Messina; Antonino Versaci, 66 anni, di Rocca Caprileone; Vincenzo Vinciullo, 65 anni, di Messina. (Gazzetta del Sud - venerdì 17 novembre 2006)

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Sbarramento alle Amministrative. Ballistreri: iniziativa liberticida «Le dichiarazioni di Cracolici, relative ad un'iniziativa legislativa volta ad introdurre uno sbarramento elettorale per le prossime elezioni nei Comuni e nelle Province siciliane, sono la conferma di una volontà politica pervicace finalizzata a inibire il valore del pluralismo politico e della partecipazione democratica; la stessa logica che ha animato il varo della legge con cui è stata recentemente rinnovata l'Ars attraverso un'alleanza trasversale tra la Casa delle libertà, Ds e Margherita». Lo dice Maurizio Ballistreri, capogruppo di «Uniti per la Sicilia» all'Assemblea Regionale Siciliana, che rivolge anche un appello ai piccoli partiti che aderiscono al suo gruppo affinchè «si sviluppi un'iniziativa unitaria che blocchi il nuovo tentativo liberticida, il quale, inevitabilmente, provocherà tensioni e divisioni nel centrosinistra, rispetto all'importante appuntamento dell'elezione del sindaco e del consiglio comunale di Palermo». «A tal proposito – conclude Ballistreri – è lecito chiedersi a chi gioverebbe tutto ciò. Certamente non all'Unione ed alla prospettiva di battere, anche attraverso una forte unità politica, il centrodestra». Anche Rifondazione accoglie polemicamente la proposta del capogruppo dei Ds all'Ars Antonello Cracolicii. «Se i DS intendono peggiorare la già pessima legge elettorale introducendo lo sbarramento anche alle elezioni comunali e provinciali, per quanto ci riguarda, si produrrà una rottura non sanabile nella coalizione dell'Unione -  afferma il segretario regionale del Prc Rosario Rappa. -Le dichiarazioni di Cracolici evidenziano la loro volontà di annullare la presenza degli alleati anche nelle istituzioni locali dopo avere già cancellato Rifondazione Comunista dall'Ars. È necessario un chiarimento di fondo su quali siano le politiche che il centrosinistra intende realizzare. Un tema su cui è indispensabile  un incontro con tutti gli alleati». Secondo l'eurodeputato del Prc Giusto Catania, la proposta Cracolici «è un atto criminale. Lo sbarramento alle regionali  ha avuto 2 effetti:  vittoria di Cuffaro e moltiplicare gli eletti  Ds e Dl».

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Era l’ottobre del 1983 quando Michelangelo Alfano per alcuni era un “imprenditore facoltoso e solvibile”.  Cosa significa la sua morte?

In piena campagna elettorale viene trovato morto ( con un colpo di pistola alla tempia) il referente di Cosa Nostra a Messina. Un cadavere inquietante come le sue quotidiane frequentazioni con la Messina “bene”. Iniziano già i depistaggi per minimizzare un episodio eclatante. Finirà tutto come con l’omicidio Bottari? Il procuratore Croce questa volta non dovrà lasciare spazio a dubbi e ambiguità. La morte del “commendatore” di Bagheria potrebbe influire sull’esito delle elezioni a Messina e non sarebbe la prima volta che ciò succede dopo un omicidio di mafia . L’unica differenza è che questa volta la vittima è un pezzo importante negli equilibri delle cosche dello Stretto.
 


MA E' DAVVERO FINITA LA LOTTA DI CLASSE?                                        di Caterina Papalia

La lotta di classe è finita ? Forse. E' cambiata. Appare finita a chi
ritiene che Masaniello debba prendere il bastone, e saltare,
descamisado, sulle strade e marciapiedi di una città e su palchetti da
menestrello...e no,quello oggi giorno sembrerebbe Pulcinella. La lotta
di classe appare finita , e l'unica cosa vera è che questa apparenza è
il solo segno della realtà . Oggi le cose sono per quel che appaiono.
Ovverossia, le cose hanno radici monche e sono in quanto appaiono. Non si fanno i conti con il tempo, che fa rinvigorire le radici monche, e
queste piano piano rimestano e sfiancano il terreno o danno ,infine,
belle fioriture. La lotta di classe in Italia io credo che si ridesterà,
sia pure sotto altre fisionomie. Non si potrà definire nè Quarto Stato,
né Masaniello, nè borghesia ,nè Gattopardi. Che c'entrano? Forse che
l'ostinazione a mantenere privilegi, o comunque molle indolenza che
nulla apporta alla evoluzione delle cose secondo le necessità
sopravvenute della più parte della gente, non sia a sua volta una forma
di lotta di classe, addirittura di resistenza, al fine, appunto, di
impedire ad altri di aiutare lo sviluppo nell'indirizzo verso bisogni
reali? Questa sorta di consuetudine (opinio Juris ac necessitatis)
secondo cui l'inerzia appare quale forma di santità, di non disturbo
dell'assetto sociale, è il malinteso in cui la cultura ufficiale, nel
tentativo di ricacciarvi i"rozzi" impulsi dei più ha ricacciato se
stessa fino a perdere autorevolezza ogni imperativo che non provenga
dalla televisione. Ed in questa siamo affogati tutti, sicchè se non vai
a sbraitare là è come non avessi voce, neanche più sei voce nel deserto,
sei nel deserto e senza neanche voce che chiama. Ma se la televisione ce
l'abbiamo tutti, quale è più la differenza tra un soggetto ed un altro?
Se a casa dell'avvocato, alle dieci di sera c'è Bruno Vespa, c'e anche a
casa dell'operaio, con in più il "lusso"che entrambi,se vogliamo,
possiamo passare ad altro, fino ad esaurire i mondi possibili(cioè fino
a quando non vedremo il pulviscolo grigio delle bande senza stazione). Se un giorno verrà saturato l'etere e bande grigie non sopravverranno più,
neanche il tempo di cadere nell'angoscia del vuoto, avremo, e quidi di
renderci conto che la busta paga è carente, che i prodotti televisivi
non possiamo comprarli tutti, che la nostra macchina e la nostra donna
non hanno poi tanto glamour. Ci sarà di sicuro chi penserà a distrarci
ancora e ancora, per non farci sentire il nostro scontento.
Ma che c'entra la lotta di classe? C'entra. Poichè essa appare finita con la
dilagazione dei piccoli beni di consumo. Se ho la vespa,il cellulare e
l'antenna parabolica, mi hanno fatto credere che sono sufficientemente
attrezzato a far parte dignitosamente della società . E se nulla mi
manca, perchè dovrei lottare?
Non sarebbe il caso di rivedere i ruoli
della borghesia, di riabilitare la "culturalità " di un paese per
salvarlo dall'artificio e dalla negligenza dell'inerzia che fa lavorare
i "grandi fratelli" per le nostre nuove generazioni, e fare un grosso
mea culpa per quella superbia che ci conduce da casa ad assemblee e
riunioni e manifestazioni politiche, che altro non sono che traslazioni
del deretano da un salotto di casa ad un altro, a cielo aperto?
Impariamo noi per primi, "depositari di cultura" ad impartire
tacitamente e senza offendere,lezioni di liberazione .E ad essere
onesti, la lotta di classe non è finita, è solo soffocata, perchè abbiamo
confuso i nostri operai, i nostri domestici, con la falsa eguaglianza.
Mi è inevitabile pensare alle sbavate di un signora bene quando parla
del suo filippino(o domestico per antonomasia),chiamandolo per nome e
dandogli il tu come fosse un sua pertinenza, e più si vanta della sua
devozione e bravura, più sublima il proprio status di padrona. Ma non
lo farebbe sedere al tavolo con i propri amici, nonostante il rapporto
"evoluto e ravvicinato". Lo stesso capita con gli operai ed ausiliari
vari. In tali banalità s'è incagliata ,stagnando, la coscienza di
classe, e se non c'è coscienza di classe non c'è lotta di classe.Non ch'io auspichi una perenne lotta di classe, auspico una andatura delle
cose secodo bisogni concreti e naturali(la naturalità, è oggi l'ultima
eresia). Alla sbavata perenne della signora bene che mi dà il tu,
lasciandomi fuori dal cerchio, preferirei la frustata una tantum.